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Questo articolo è stato pubblicato il 11 giugno 2014 alle ore 16:28.
L'ultima modifica è del 11 giugno 2014 alle ore 17:02.

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La posizione di lady Matacena sembra aggravarsi e con la sua quella del marito, con il quale sarebbe in corso una separazione. Poche ore fa, nell'audizione presso il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Lombardo ha presentato una memoria di sei pagine che prefigura la modifica in favoreggiamento reale del capo di imputazione anche per Chiara Rizzo, moglie di Amedeo Matacena, l'armatore reggino ed ex parlamentare di Forza Italia che si trova latitante a Dubai.

Un'ipotesi tutta da verificare e sulla quale gli avvocati di Rizzo non intendono neppure entrare. Si tratta di una memoria, quella del pm, che rientra nell'indagine Breakfast, che ha portato anche all'arresto dell'ex ministro dell'Interno Claudio Scajola.

Secondo la Procura di Reggio Calabria sarebbe stata Rizzo la mente dell'operazione che ha permesso il passaggio societario del patrimonio del marito, con una serie di interposizioni fittizie dei beni e schermi societari, che hanno trovato sponda anche in alcuni paradisi fiscali. Questa scientifica opera di spoliazione dei beni avrebbe avuto come scopo quello di evitare le possibili misure patrimoniali nei confronti del marito, condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Anzi, sempre secondo la ricostruzione del pm Lombardo, l'operazione messa in campo da Chiara Rizzo, attualmente detenuta a Reggio Calabria dopo essere stata estradata dalla Francia, avrebbe seguito passo passo le sorti processuali del marito, per intensificarsi dopo il passaggio in giudicato della sentenza dello stesso.

In particolare, si legge nel provvedimento, Chiara Rizzo, Raffaella De Carolis (madre di Matacena), Martino Politi (factotum dell'imprenditore), Antonio Chillemi (presidente del cda o e legale rappresentante di alcune società) e altri soggetti in corso di identificazione (il che lascia supporre che l'indagine avrà ulteriori sviluppi), anche in relazione al delitto di cui all'articolo 379 del codice penale (favoreggiamento reale, ndr), «fornivano il proprio contributo causale al complessivo programma delittuoso diretto ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli articoli 648 (ricettazione ndr), 648 bis (riciclaggio, ndr) e 648ter (impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, ndr) ideato e attuato da Matacena Amedeo Gennaro».

In pratica si tratterebbe di un ipotesi di favoreggiamento reale (così si esprime il codice penale) della moglie e degli altri indagati nei confronti dell'imprenditore che continua, da Dubai, a proclamare la propria innocenza. A questo punto diventa difficile che la Procura accetti la richiesta degli avvocati di Rizzo, Carlo Biondi e Bonaventura Candido, che in mattinata avevano chiesto l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare o, in subordine, la concessione dei domiciliari.

La decisione non ci sarà prima di due giorni. La difesa sostiene che vi è stato un grave errore nella comunicazione del Monte dei Paschi di Siena in merito alla delega di firma di Chiara Rizzo sui conti della società Amadeus, successivamente rettificata. L'errore ha tuttavia indotto i magistrati della Dda di Reggio Calabria a ipotizzare che la moglie di Matacena stesse predisponendo azioni per schermare le società riconducibili alla famiglia dell'armatore.

r.galullo@ilsole24ore.com

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