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Questo articolo è stato pubblicato il 13 agosto 2014 alle ore 11:51.

L'Italia è l'unico Paese occidentale in cui (da agosto 2007) i controlli di velocità vanno presegnalati e resi visibili. Ma controlli a sorpresa ce ne sono lo stesso. In tema di sorprese, venerdì scorso la Cassazione ha riaperto un capitolo scottante che pareva chiuso: quello della taratura periodica degli apparecchi.
I controlli a sorpresa sono possibili sia perché si possono fare da auto in movimento (cosa rara) sia perché non sono poche le postazioni fisse poco visibili (per esempio, troppo vicine a pali, cartelli o alberi) o mal segnalate. Ogni irregolarità può essere motivo di ricorso per far annullare il verbale.
Un primo campanello d'allarme sulla possibilità che ci sia un controllo è la presenza di segnali di preavviso nuovi o in buone condizioni: una selva di segnali c'è fin dagli anni Ottanta e solo quelli più recenti sono un buon indice del fatto che oggi nei chilometri successivi ci sia effettivamente un controllo (di fatto non fa differenza se permanente, con postazione fissa, o temporaneo, con pattuglia appostata).
Tra segnale e apparecchio dev'esserci una distanza minima secondo il tipo di strada (si veda la tabella qui a fianco) e una massima di quattro chilometri. Se i controlli si fanno anche oltre, occorre ripetere il segnale, così come dopo ogni incrocio o svincolo (e in questo caso va ripetuto anche il segnale di limite, salvo viga quello generale, come il 90 delle strade extraurbane ordinarie).
Per i controlli con pattuglia il segnale può essere sostituito da un display su un veicolo in sosta a distanza adeguata. Per quelli automatici fuori città, da agosto 2010 c'è un ulteriore vincolo: tra segnale di limite (se è diverso dal generale e non ripete un limite già valido nel tratto prima) e apparecchio ci deve essere almeno un chilometro. Che col tutor si conta non dal portale iniziale del tratto cronometrato, ma dal finale.
Quanto alla visibilità delle postazioni, su quelle fisse va messo un segnale col simbolo del corpo di polizia che le gestisce. In alternativa, basta un colore che le evidenzi. Per i controlli temporanei, basta usare un veicolo "in divisa"; se non è disponibile, occorre mettere sull'auto-civetta o il lampeggiante blu o un cartello come nelle postazioni fisse.
Queste regole dovrebbero essere confermate dal futuro decreto ministeriale sulla materia, anche recependo alcuni pareri ministeriali degli ultimi anni. Per esempio, la possibilità di usare il tutor per controllare la velocità media anche nei tratti che, per cantieri o maltempo, non hanno un limite omogeneo; ma la soglia oltre cui possono scattare le sanzioni è il più alto.
La bozza del Dm conferma che gli apparecchi vanno tarati solo per l'uso in automatico o se richiesto dalle istruzioni del fabbricante. Ma la Cassazione, con l'ordinanza 17766/14 depositata il 7 agosto, ha chiesto alla Consulta di pronunciarsi sul fatto che l'obbligo di taratura non è generalizzato: ci sarebbe una discriminazione ingiustificata, quindi contraria all'articolo 3 della Costituzione. I dubbi hanno anche qualche giustificazione tecnica.
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