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Questo articolo è stato pubblicato il 24 agosto 2014 alle ore 14:10.
L'ultima modifica è del 24 agosto 2014 alle ore 15:37.

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Il sequestro preventivo di apparecchiature e cellule staminali è stato disposto dal Tribunale di Torino su richiesta del del pm Raffaele Guariniello. Lo hanno confermato a Torino fonti giudiziarie.

È «inorridito» il papà di Noemi per la decisione del gip di Torino di sequestrare le attrezzature e i materiali agli Spedali Civili di Brescia per la cura Stamina. Perché quel provvedimento, spiega all'Agi Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi che il 26 agosto avrebbe dovuto sottoporsi alla prima infusione, «blocca la cura per mia figlia. Dicono che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di una attivita' delittuosa. Delittuoso per me e' violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi».

Papà Noemi,ho scritto a Renzi,non mi ha mai risposto
"La nostra amarezza è profonda per il silenzio istituzionale che ci circonda. Ho scritto tante volte al presidente del Consiglio Renzi, ma lui non mi ha mai risposto". Il papà di Noemi, sconvolto e incredulo, aggiunge: "Ci sono magistrati che ordinano di proseguire le cure per chi le ha iniziate, visto che esiste una legge sulla sperimentazione, e arrivano i Nas? Ma se lo Stato ha firmato la sperimentazione sulla metodica, perché ogni volta che c'è una sentenza positiva per Noemi accade qualcosa che le impedisce di accedere a Stamina?".

La richiesta di Guariniello
Anche le parole di due premi Nobel per la medicina entrano in gioco nel procedimento del tribunale di Torino che oggi ha portato al blocco della sperimentazione con le staminali agli Spedali Civili di Brescia. L'americano Randy Schekman e il giapponese Shinya Yamanaka (presidente dell'Isscr, la società internazionale per la ricerca sulle staminali), che nei mesi scorsi non hanno risparmiato critiche sulla metodica, compaiono tra le "valutazioni scientifiche" su cui si basano le conclusioni del lavoro dei carabinieri del Nas e del pm Raffaele Guariniello. Ci sono anche i pareri negativi delle autorità sanitarie italiane come l'Aifa, il Ministero della Salute, board di saggi e comitati tecnici scientifici, oltre a una pronuncia della Corte di giustizia europea. Queste argomentazioni permettono alle toghe piemontesi di superare lo scoglio delle sentenze favorevoli dei 164 giudici italiani, che nella sostanza non si pronunciarono sulla validità scientifica: viene citato un giudice di Trapani che, nel suo provvedimento, sottolinea che "non sa e non può sapere" se la metodica Stamina funziona o meno.

Vannoni, rischio alto di non riprendere attività
«Il rischio che Stamina non riprenda più le attività è molto alto. Non potendo più disporre di materiale da infondere non possiamo certo svaligiare la criobanca, ma credo che le famiglie non abbandoneranno la battaglia per la difesa dei loro diritti e questo mi fa ben sperare». È quanto afferma il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, che commenta così all'Ansa la notizia del sequestro preventivo da parte dei Nas di apparecchiature e cellule staminali a Brescia.

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