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Questo articolo è stato pubblicato il 18 settembre 2014 alle ore 15:10.
L'ultima modifica è del 19 settembre 2014 alle ore 09:28.

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Tiziano Renzi (Ansa)Tiziano Renzi (Ansa)

La procura di Genova ha indagato Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio Matteo, per bancarotta fraudolenta. Le indagini sono partite dopo il fallimento, dichiarato un anno fa, della società Chil post che si occupa di distribuzione di giornali. La procura ha chiesto la proroga delle indagini e ha contestualmente inviato l'avviso di garanzia. Oltre al padre di Renzi ci sono altre due persone indagate. L'indagine è condotta dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal sostituto procuratore Marco Airoldi.

«Alla veneranda età di 63 anni e dopo 45 anni di attività professionale ricevo per la prima volta nella mia vita un avviso di garanzia. I fatti si riferiscono al fallimento nel novembre 2013 di una azienda che io ho venduto nell'ottobre 2010», ha sottolineato in una nota Tiziano Renzi. «Sono certo che le indagini faranno chiarezza ed esprimo il mio rispetto non formale per la magistratura inquirente ma nel dubbio, per evitare facili strumentalizzazioni, ho rassegnato le dimissioni da segretario del circolo del Pd di Rignano sull'Arno».

La Chil Post fondata da Tiziano Renzi era stata trasferita dalla Toscana a Genova nel 2003, prima in via Fieschi, poi nella centrale Galleria Mazzini. Nel 2005 lascia la sede di via Fieschi dove era in affitto. Il proprietario dell'immobile non aveva ricevuto gli ultimi tre mesi di locazione e dopo la denuncia la società venne condannata al pagamento di 8mila euro. Nel 2010 Tiziano Renzi cede un ramo d'azienda a un'altra società di famiglia dello stesso settore, la Eventi 6 srl, con sede a Rignano sull'Arno (Firenze), mentre la Chil passa nelle mani di Gian Franco Massone, originario di Castelletto d'Orba e residente a Varazze. La società non ha più capitali. Nel marzo 2013 i giudici genovesi dichiarano fallita la Chil. Ed è da quel fallimento che partono le indagini.

La discussione al Pd di Rignano: dimissioni accettate
Il Pd di Rignano sull'Arno, in provincia di Firenze, ha accolto le dimissioni da segretario di Tiziano Renzi, padre del presidente del Consiglio, indagato in un'inchiesta della Procura genovese per bancarotta fraudolenta. Lo si apprende da una nota nota diffusa dal partito, a firma del nuovo vicesegretario unico facente funzioni, Franco Bonciani, in attesa di convocare in tempi brevi il Congresso per l'elezione del nuovo segretario. «Il Partito - si legge nella nota - era stato messo al corrente della situazione venutasi a creare gia' martedi' 16, dallo stesso segretario, nel corso della assemblea ordinaria programmata da tempo.

In quella circostanza Tiziano Renzi ha ribadito la propria estraneita' ai fatti, la piena fiducia nell'operato della giustizia, ed ha ritenuto opportuno rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di Segretario. L'assemblea del Partito Democratico, ribadendo la stima nell'operato e nella persona di Tiziano Renzi, ha accolto le dimissioni. Il Partito Democratico di Rignano sull'Arno, nel confermare la convinta adesione all'operato della Magistratura - si legge ancora nel comunicato - ringrazia il segretario dimissionario per l'entusiasmo, l'impegno e la passione profuse in questo periodo verso il partito, nella certezza che presto sara' sgombrato l'orizzonte da ogni sospetto».

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