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Questo articolo è stato pubblicato il 22 settembre 2014 alle ore 14:39.
L'ultima modifica è del 22 settembre 2014 alle ore 17:45.

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Il gigante americano delle vendite online, Amazon, contro il sindacato tedesco del terziario, il potente VerDi: sono in sciopero da domenica a martedì sera i dipendenti dei centri di distribuzione in Germania dove la società conta 9mila addetti e 14mila lavoratori stagionali. Hanno dichiarato la protesta i lavoratori di cinque centri su nove.

Il sindacato chiede da tempo che i dipendenti possano avere un contratto collettivo che allinei i compensi a quelli dei dipendenti del commercio al dettaglio. Senza successo, però, poiché la società insiste a voler applicare le sue politiche salariali che, sostiene, prevedono retribuzioni adeguate in quanto gli addetti alla distribuzione vanno inquadrati nel settore della logistica e non del commercio. Il braccio di ferro prosegue da oltre un anno: nel maggio 2013 i centri di Lipsia e Bad Hersefld, città della Germania centrale, incrociarono le braccia. Fu il primo sciopero nella storia del gigante del retail online.

Con gli oltre nove euro all'ora i dipendenti di Amazon si collocano al di sopra del salario minimo che la Germania ha appena introdotto per legge ma guadagnano comunque qualche centinaio di euro in meno rispetto ai lavoratori coperti dal contratto del commercio. Quello che manca, secondo i sindacati, è inoltre la certezza dei diritti che non sono stati inseriti in un accordo collettivo. Amazon può sempre decidere di abbassare i salari. E anche se recentemente, in seguito alla prima ondata di proteste, la società statunitense ha offerto ad alcune sedi (per esempio Graben, in Baviera) aumenti dal 2,1 al 3 per cento, lo scontro è sul principio: ci vuole un accordo. Il sindacato, inoltre, critica l'eccessivo numero di contratti a termine e la mancanza di regolamentazione di orari e pause.

Per le grandi aziende americane che lavorano in Germania spesso l'accettazione del diritto del lavoro tedesco e delle sue regole risulta difficile, soprattutto quando si tratta del ruolo del sindacato, così particolare e importante nella prima economia dell'Eurozona. I consigli dei lavoratori e la cosiddetta "cogestione" delle imprese sono un tratto peculiare del mercato del lavoro tedesco che alcune società d'oltreoceano faticano ad accettare.

La partecipazione ai sindacati, che assicurano ai lavoratori la copertura dei contratti collettivi di categoria, pur essendo declinata rispetto ai record degli anni Settanta-Ottanta ha ripreso quota negli ultimi tempi.

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