Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 02 novembre 2014 alle ore 15:37.
L'ultima modifica è del 02 novembre 2014 alle ore 20:53.

Niente sconti al governo Renzi sul Jobs act. La Fiom sciopererà e manifesterà in piazza il 14 novembre a Milano e il 21 a Napoli contro le politiche del governo Renzi sul lavoro e sull'industria. Lo ha detto a “In mezz'ora” (il programma condotto da Lucia Annunziata) il leader delle tute blu della Fiom Cgil. Maurizio Landini, che ha escluso di nuovo un suo impegno in politica («voglio rappresentare i lavoratori»), si è detto convinto del fatto che «gli interessi dei lavoratori non sono rappresentati» né dal Governo, né dal Pd. E rispetto all'ipotesi che il Jobs act possa passare alla Camera senza modifiche, ha assicurato: «Il Governo può mettere le fiducie che vuole ma noi non ci fermiamo».

Landini: Renzi non va da nessuna parte se si mette contro i lavoratori
«Quando un Parlamento vota una fiducia in bianco al Governo vota la sfiducia a se stesso e questo aumenta la distanza con le persone, che si sentono sole e non rappresentate», ha attaccato il leader della Fiom. E ha aggiunto: «Gli interessi delle persone che per vivere devono lavorare non sono l'interesse generale di questo paese e non sono dentro le politiche di questo governo» e «allo stato attuale» neanche del Pd. Poi ha attaccato: «Renzi ha fatto una scelta, rimettendo al centro l'articolo 18, che tende a riaprire un conflitto nel Paese». L'unico modo per far cambiare rotta al governo è «convincerlo che noi abbiamo la maggioranza dei consensi». Di qui, per Landini, la necessità di «convincere Renzi che contro il lavoro non va da nessuna parte».

Il 14 e il 21 scioperi e manifestazioni Fiom
Poi il segretario della Fiom ha annunciato che le tute blu sciopereranno e manifesteranno in piazza il 14 novembre a Milano e il 21 a Napoli contro le politiche del Governo sul lavoro e sull'industria. A “In mezz'ora” Landini ha spiegato: «Il 14 manifesterà e sciopererà il centro nord e il 21 centro sud. C'è una crisi industriale che fa paura».

No all’impegno in politica
Il leader delle tute blu ha ribadito che non darà ascolto a chi lo vorrebbe vedere nell’agone politico, magari alla guida di un nuovo partito di sinistra, più ampio rispetto a Sel. «Oggi non voglio impegnarmi in politica, voglio rappresentare i lavoratori», ha detto Landini, che ha aggiunto: «Non mi faccio incastrare, non mi interessa fare la minoranza, non me ne frega proprio nulla, io voglio rappresentare tutti i lavoratori e non mi importa per chi votano. La mia ambizione è un'altra: cambiare le cose».

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi