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Questo articolo è stato pubblicato il 11 novembre 2014 alle ore 09:58.
L'ultima modifica è del 11 novembre 2014 alle ore 13:45.

«Il Governo non ha né messo risorse per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, né poteva farlo, né in questo momento il Ponte è inserito fra le opere strategiche da realizzare». Lo ha chiarito il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, nell'informativa urgente in Aula alla Camera.

È in corso un contenzioso
Il ministro Lupi ha ripercorso le tappe della vicenda, ricordando che nel 2013 è stata decisa la messa in liquidazione della società Ponte sullo Stretto di Messina. «È evidente - ha sottolineato - che questi atti oggi esistono e meno che mai il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti intende far finta che non esistano o aggirarli. Il problema della discussione non è più sul piano formale». Il ministro ha anche ricordato che è in corso un contenzioso e c’è una richiesta risarcitoria da una parte nella messa in liquidazione della Società e dall'altra tra il concedente e il concessionario. «Le discussioni che sono avvenute negli ultimi mesi - ha sottolineato Lupi - sono legate anche all'intervento da parte del concessionario che a fronte di un'eventuale questione risarcitoria che noi non conosciamo e non sappiamo a quanto ammonterà, si dice eventualmente disponibile, a fronte di una nuova ripresa del percorso, di addivenire con il Governo e poi successivamente con il Parlamento a eventuali riprese in esame del progetto. Ma queste sono solo ipotesi che appartengono alla eventuale discussione ma che non sono la linea ovviamente in questo momento del Governo».

Tav opera strategica anche per l’Europa
Tra le priorità delle grandi opere, presenti anche nella legge di stabilità c'è la realizzazione definitiva e strategica dell'asse Alta capacità e Alta velocità che va da ovest a est dell'Italia e dell'Europa. «I lavori che noi stiamo realizzando e su cui stiamo concentrando le risorse sono sulla realizzazione della ferrovia e non possono che essere sulla Torino- Lione che è stata confermata dall'Europa come opera strategica, non solo per l'Italia, ma per l'intera Europa», ha detto il ministro. «Confermo che i costi che sono stati stabiliti per la Torino-Lione sono i costi su cui Italia e Francia insieme presenteranno all'Europa a febbraio, marzo del prossimo anno la richiesta di cofinanziamento» ha detto Lupi. Lupi ha inoltre spiegato che il Governo «è impegnato a realizzare alcune priorità legate ai 9 corridoi europei, dei quali 4 su 9 attraversano il nostro Paese e a destinare le risorse italiane ed europee per la realizzazione effettiva di questi corridoi, che dal 2014 al 2020 costeranno 250 miliardi di euro che devono essere messi a disposizione dall'Europa».

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