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Questo articolo è stato pubblicato il 27 novembre 2014 alle ore 08:45.
L'ultima modifica è del 27 novembre 2014 alle ore 08:50.

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Almeno 21 prigionieri sono morti nelle carceri venezuelane a causa di un'intossicazione da farmaci. La notizia è stata prima diffusa dalla polizia e da una ong e poi confermata dal governo venezuelano, che però parla di 13 decessi e 145 casi di intossicazione, tutti avvenuti nella prigione di Uribana, nel Sud-ovest del Paese.

I detenuti avevano iniziato l'altro ieri uno sciopero della fame per protestare contro il trattamento disumano e le violazioni dei diritti dell'uomo di cui erano vittima da parte del personale carcerario. Nella prigione `David Viloria´ di Uribana sono morti 17 detenuti, secondo la polizia. Ma altri 4 detenuti, trasferiti da questa prigione verso un'altra, sono deceduti per le stesse ragioni, ha indicato l'Osservatorio venezuelano delle prigioni.
Secondo questa ong i prigionieri si sono ammutinati e poi si sono recati nell'infermeria dove hanno assunto i farmaci. L'amministrazione penitenziaria ha parlato di decessi causati da «ingestione incontrollata» di antibiotici, medicinali contro l'epilessia e l'ipertensione, alcol.

In agosto l'Osservatorio venezuelano delle prigioni aveva denunciato la situazione drammatica delle carceri del Paese con una sovrappopolazione che raggiunge il 190%; solo nel primo semestre 2014 ben 150 detenuti hanno perso la vita in carcere.

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