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Questo articolo è stato pubblicato il 11 dicembre 2014 alle ore 21:20.

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Ora dei politici anche i tweet trovano una metrica. Incrociando i dati della presenza di deputati e senatori nelle aule del Palazzo con quelli dei cinguettii spediti più o meno in presa diretta, si può scoprire così l'esistenza di categorie come i «cronisti parlamentari» o i «twittatori politici». I primi hanno il dito facile e non disertano quasi mai discussioni o voti, è il caso di Giovanni Bilardi (Ncd), Corradino Mineo, Francesca Puglisi, Laura Puppato e Miguel Gotor (Pd) e ancora Alessandro Di Battista, Eleonora Bechis (M5S) e Paola Binetti (Pi-Cd). Per gli altri la visibilità è legata principalmente all'attività politica più che a quella parlamentare e sono per lo più provenienti dal centrodestra.

Appartengono alla tipologia dei «twittatori politici» Renato Brunetta, Daniele Capezzone e Daniela Santanchè (Fi), Maria Chiara Carrozza e Cesare Damiano (Pd), Nunzia de Girolamo (Ncd) e Ignazio La Russa (FdI). Ma esistono anche gli «stakanovisti 1.0», molto lavoro nelle Camere e poco sul web. E i «low profile» che non si distinguono nè per l'una nè per l'altra cosa.

Tutto questo è TweetPolitics, il rapporto su twitter e politica realizzato da Comin&Partners e Eikon Strategic Consulting. Nel modello viene adoperata una metodologia che scarica e analizza momento per momento l'Api di twitter, ovvero i dati messi a disposizione dal software del social network. E così lo studio è in grado di offrire una istantanea della conversazione politica e istituzionale sulla piattaforma tra la più amate dai navigatori.

In particolare sono stati monitorati circa 150mila tweet di quasi 700 account di parlamentari, leader politici e partiti italiani, del governo e delle principali istituzioni nazionali nel bimestre 1° ottobre-30 novembre 2014. Per popolarità Beppe Grillo svetta ma il leader dei Cinque Stelle ha dalla sua di essere storicamente il più digital-oriented sulla scena. Quello che però i follower dimostrano è una passione bruciante per il premier Matteo Renzi, secondo in classifica ma ormai a un'incollatura dalla testa.

Il più attivo, con quasi 134 tweet al giorno è Maurizio Gasparri, seguono Giovanni Bilardi (Ncd), altro protagonista indiscusso del tweet e del retweet, e gli account di Lega e Forza Italia. Nel Governo l'account di Palazzo Chigi è il più seguito, con 250mila follower. Fra le istituzioni l'ufficio stampa del Quirinale è il più seguito, con 88mila follower. Angelino Alfano vanta il primato del più attivo della platea dei ministri.

Ma l'utilità di uno strumento del genere non si ferma al solo contesto politico. «Ricerche analoghe possono essere di grande utilità a istituzioni così come a imprese, perché l'obiettivo rimane monitorare il consenso in vista del raggiungimento di un obiettivo. Che può essere di volta in volta l'influenza sui decisori o magari il fundraising», spiega Gianluca Comin, esperto di comunicazione e public affairs con un passato anche di giornalista.

Tornando ai numeri del rapporto, i parlamentari che hanno un profilo attivo su twitter sono 620, ovvero il 65% del totale. Nel confronto fra le Camere, i più presenti sono i deputati con il 70%, mentre usa twitter poco più della metà dei senatori, dato che per i curatori dell'analisi è legato «con buona probabilità a ragioni di carattere anagrafico». I comportamenti cambiano anche a seconda dell'area geografica. La Toscana è al primo posto, con l'84% dei parlamentari su twitter. Sul podio anche Marche (79%) e Liguria (75%). Fra le fonti media più ritwittate un posto in alto è occupato dal Sole 24Ore.

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