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Questo articolo è stato pubblicato il 02 gennaio 2015 alle ore 14:58.

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Stili di vita inadeguati e geni ereditari sono conosciuti come le cause principali del rischio di sviluppare tumori. Ma una nuova ricerca scientifica è arrivata alla conclusione che la maggioranza dei casi è dovuta a un altro fattore: la sfortuna. L'analisi, pubblicata sulla rivista Science, sostiene che le mutazioni genetiche che avvengono casualmente quando le cellule staminali si dividono sono «i principali contributori del cancro, spesso molto più influenti dei fattori ereditari o esterni». I ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora hanno elaborato i dati scientifici pubblicati fin qui per identificare il numero delle cellule staminali e il tasso di divisione di queste ultime, in 31 tipi di forma tumorale, escludendo, fra gli altri, il cancro al seno e alla prostata. Quindi hanno comparato il numero totale delle divisioni delle cellule staminali nell'arco di tutta la vita con la percentuale delle persone che hanno contratto un cancro in tutti gli Stati Uniti.
La correlazione fra questi due parametri suggerisce che due terzi dei tumori che si sviluppano sono da attribuire alle casuali mutazioni nel Dna che avvengono durante la divisione delle cellule staminali e solo un terzo è dovuto ai geni ereditari o a stili di vita inadeguati, come quello dei fumatori.

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