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Questo articolo è stato pubblicato il 18 gennaio 2015 alle ore 16:18.
L'ultima modifica è del 18 gennaio 2015 alle ore 16:24.

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«L'evasione fiscale è oggettivamente e enormemente sottovalutata in un sistema che è farraginosissimo nella capacità di recuperare il danaro». Lo ha detto il presidente delle Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ospite a L'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 Hd. «Il paradosso è che quasi sempre il maggior recupero fiscale avviene dopo le indagini penali il che è un limite del nostro sistema. Cioé lì dove non riescono a funzionare le indagini il sistema stenta ad avere una sua efficacia» ha concluso.

La norma salva Berlusconi era sbagliata
La norma del governo in materia fiscale, cosiddetta salva Berlusconi, poi stoppata per le polemiche, non piace al presidente dell' Autorità nazionale anticorruzione, non perché si trattasse di un condono, ma perché in materia fiscale «ci deve essere un quantitativo oltre il quale ci sia la punibilità, ma le soglie non vanno stabilite in percentuale». Per Cantone, comunque, «servono soglie fisse: l'evasione è un reato contro il fisco qualunque cifra si guadagni. È giusto prevedere per ogni reato una soglia: quelli di frode devono averla molto più bassa rispetto a quelli di evasione». Cantone ha anche sottolineato l'importanza della prevenzione, ben diversa dalla repressione: «Il giudice penale deve intervenire solo per casi gravi, con le percentuali rischiamo di punire solo in base al livello di ricchezza, come ci fosse un quantum di evasione collegato allo status sociale». Comunque, in generale, «Non possiamo pensare che in ogni cosa che non funziona deve intervenire il giudice penale, noi ci occupiamo di prevenire non di reprimere e la prevenzione dà un risultato non visibile, richiede tempi e logica di lungo periodo».

Su Expo metodo dei controlli esportabile nel mondo
Il metodo dei controlli, utilizzato per l'Expo di Milano, potrebbe diventare «esportabile», ha dichiarato il presidente dell'Autorità anticorruzione. «In questi giorni - ha detto Cantone - abbiamo fatto un incontro con l'Ocse che ci ha riconosciuto che i nostri controlli sono efficaci, che il metodo Expo non è solo delle tangenti ma dei controlli che stiamo facendo, e forse diventerà un metodo esportabile in altre realtà del mondo». Su Expo «il prefetto di Milano ha attuato un sistema che sta rendendo moltissimo in termini di prevenzione», ha detto Cantone. «Gli accertamenti sono fatti molto bene», ha aggiunto, sottolineando che la prevenzione fatta bene «consente di fare le opere e farle bene».

Buzzi era il dottor Jekyll e Mister Hyde
Salvatore Buzzi «è riuscito veramente ad avere una doppia vita tipo dottor Jekyll e mister Hyde», ha detto Cantone definendo la vicenda inquietante. «Buzzi era frequentatore di ambienti importanti malgrado fosse stato condannato per un omicidio», ha ricordato Cantone. Lo scenario che emerge dal caso di Mafia capitale «è sicuramente poco atteso da chi da troppo tempo aveva sottovalutato il rischio di infiltrazioni criminali nella capitale». Si tratta di una vicenda «veramente inquietante, perché mette insieme tutti i pezzi della politica, moltissimi pezzi dell'amministrazione e vede soprattutto un pezzo della politica asservita a un sistema criminale a metà tra mafia e fatti corruttivi e organi di criminalità organizzata».

Abbastanza abituato a ricevere minacce
«Sono abbastanza abituato» a ricevere minacce, ha detto il presidente dell'Autorità anticorruzione a Maria Latella su Sky tg24. «Continuo a fare la stessa vita che ho sempre fatto» e «la compagnia con cui mi accompagno è la scorta», ha detto Cantone. «È difficile dire mi sento intoccabile, faccio in modo il più possibile di esserlo».

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