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Ischia, arrestati sindaco Pd e dirigenti coop

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CORRUZIONE

Ischia, arrestati sindaco Pd e dirigenti coop

Il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino
Il sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino

Appalti pilotati in cambio di soldi, consulenze, viaggi e voti: il Pd campano e il mondo delle cooperative rosse sono scossi dall’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato all’arresto di nove persone tra cui il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l’accusa ancora “regista” degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del Nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della Cpl distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, e riguardano principalmente la metanizzazione dei Comuni dell’isola verde.

Il fulcro investigativo dell’inchiesta, coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto e condotta dai reparti speciali del comando per la tutela dell’Ambiente del colonnello Sergio De Caprio, il “Capitano Ultimo”, sono due convenzioni per complessivi 330mila euro che la coop ha siglato con l’albergo della famiglia Ferrandino. Un escamotage, per gli inquirenti, per corrompere il sindaco dem, bollato dal gip Primavera come una «sorta di factotum al soldo della Cpl». Ricostruzioni, ovviamente, tutte da dimostrare che hanno però già spinto Legacoop e la stessa Cpl a confermare la fiducia nella magistratura e a dirsi pronte a collaborare per accertare eventuali responsabilità.
Nelle carte dell’inchiesta spuntano anche presunte consulenze fittizie: una sarebbe andata al fratello del sindaco, Massimo Ferrandino (anche lui arrestato), e un’altra all’ex parlamentare Pasquale Vessa (Pdl) in relazione – scrive il giudice – al suo «intervento per l’assegnazione di alcuni appalti in provincia di Salerno». L’importo della tangente sarebbe di circa un milione e 300mila euro.

Un apposito paragrafo dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere è dedicata ai rapporti tra la coop modenese e i politici. Il gip cita l’acquisto di «alcune centinaia di copie dell'ultimo libro» di Massimo D’Alema «nonché alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da una azienda agricola» riconducibile allo stesso ex premier. Contatti che D’Alema, non indagato, definisce del tutto «trasparenti» perché non gli hanno portato alcun beneficio. Di lui, l’indagato Simone dice in un’intercettazione che «mette le mani nella merda come ha già fatto con noi... ci ha dato delle cose» suggerendo di «investire» nella sponsorizzazione della Fondazione ItalianiEuropei di cui D’Alema è fondatore e presidente. È emerso inoltre che Cpl ha acquistato anche due diversi libri scritti Giulio Tremonti per una spesa di 12mila euro circa. Ma «i diritti d’autore sui miei libri li do in beneficenza», ha spiegato invece l’ex ministro dell’Economia.

Il responsabile delle relazioni istituzionali della Cpl è, nella ricostruzione accusatoria, colui che oltre a favorire attività di lobbying, prova a reclutare grandi elettori per il sindaco di Ischia impegnato nelle ultime elezioni europee. Cerca addirittura di coinvolgere l’ambasciatore albanese in Italia: la sua intermediazione, infatti, «potrebbe fruttare 10mila voti». La moneta di scambio è un soggiorno nell’hotel di Ischia del primo cittadino. È sempre Simone a occuparsi dei fondi neri per pagare le mazzette in Tunisia grazie alla corruzione del direttore di una banca («ce l’ho a libro paga») e al capo della dogana di Tunisi, che avrebbero favorito l’esportazione del denaro. Soldi in contante che, sempre Francesco Simone, in un caso, ha «occultato e fatto passare alla dogana di Fiumicino... nascondendoli nel passeggino della figlioletta», annota il gip.