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Inchiesta Ischia: nelle intercettazioni nomi del mondo del calcio

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ai domiciliari il fratello del sindaco farrandino

Inchiesta Ischia: nelle intercettazioni nomi del mondo del calcio

Concessi gli arresti domiciliari a Massimo Ferrandino, fratello del sindaco dimissionario di Ischia Giosi Ferrandino. Entrambi sono stati arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli sulle opere di metanizzazione in alcuni comuni dell'isola. La decisione è stata presa dal gip Amalia Primavera dopo l'interrogatorio di garanzia nel carcere napoletano di Poggioreale, accogliendo l'istanza presentata dai legali di Massimo Ferrandino. Restano in carcere gli altri destinatari dell'ordinanza, tra questi Giosi Ferrandino per il quale gli avvocati non hanno presentato istanza in attesa della conclusione di tutti gli interrogatori.

Nelle intercettazioni anche nomi del calcio
Anche nomi noti del mondo del calcio nelle intercettazioni dell’inchiesta di Ischia. Persone che non sono coinvolte nell’inchiesta, ma che vengono citate nel corso di conversazioni tra uno degli indagati ed altre persone. L’intercettato vorrebbe prendere contatto con l'ex presidente della Sampdoria Garrone, l'allenatore dell'Inter Mancini e il “direttore generale della Juve” . La persona intercettata è Bruno Santorelli, 48 anni, di Acquasparta (Terni), responsabile delle vendite per il nord Africa della Cpl Concordia, arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di aver trasportato in Italia parte dei presunti fondi neri costituiti dalla Cpl in Tunisia. Dall'attività di intercettazione nei suoi confronti, hanno scritto negli atti i pm di Napoli, sono emerse delle conversazioni di interesse riconducibili a una non meglio individuata operazione commerciale internazionale, in merito alla quale gli interessati mantengono una certa riservatezza al telefono. In questo ambito - annotano i pm in un decreto di richiesta di proroga di intercettazioni - Santorelli parla con un certo 'Pesal' («uomo con accento straniero non meglio precisato che utilizza utenza con prefisso internazionale») dell'organizzazione «di un incontro con un ambasciatore (presumibilmente del Qatar) ed altra persona non meglio specificata». «Nel contesto delle conversazioni - scrive la procura - si parla anche della possibilità di trovare un contatto con 'Garroni..il presidente della Sampdoria..'». 'Pesal' dice che «a quest'ultimo ci può arrivare anche lui 'tramite il calcio, tramite Mancini' . Dice infatti di aver tanti amici e anche il 'direttore generale della Juve'».

Ipotesi soldi in cambio di “una mano” negli appalti
In una richiesta di proroga di intercettazioni del 10 aprile dell’anno scorso, agli atti dell’inchiesta, si cita il contenuto di intercettazioni ambientali registrate l’11 e il 13 marzo 2014 presso l'ufficio romano della Cpl tra Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali della cooperativa, e Nicola Verrini, dirigente della stessa società, tutti e due arrestati nei giorni scorsi. I due, si legge nell'atto del pm, «discutono dei rapporti tra la Cpl Concordia e la Fondazione Icsa», ente di diritto privato che si occupa dei temi dell'intelligence e della sicurezza fondato da Marco Minniti, che ne ha lasciato la presidenza nel maggio 2013, dopo la sua nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. L'attuale presidente è il generale Leonardo Tricarico, segretario generale il senatore ed ex sottosegretario Paolo Naccarato e vicesegretario generale Giovanni Santilli. «Nello specifico», prosegue la ricostruzione dei pm, Simone e Verrini parlano «della richiesta anticipata avanzata dalla Fondazione per il pagamento della quota annuale, per un ammontare di ventimila euro. Dal contenuto delle conversazioni sembra evincersi che il pagamento della somma sia collegato alla possibilità di ottenere, grazie alla intermediazione della Icsa, agevolazioni nella aggiudicazione di appalti pubblici e in particolare presso l'aeroporto di Pratica di Mare. Avuto riguardo alla entità della cifra e alla decisione di Verrini di pagare, nonostante i dubbi manifestati da Simone sulla convenienza del pagamento, vi è il fondato sospetto - scrive la procura di Napoli - che parte del denaro costituisca 'il prezzo' per potersi aggiudicare gare di appalto a cui intendono partecipare».

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