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Anas, trovati esposti anonimi a casa della Dama nera

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riserva del riesame sulla revoca degli arresti

Anas, trovati esposti anonimi a casa della Dama nera

Riserva del tribunale del riesame di Roma sulle richieste di revoca delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla magistratura romana nei confronti di cinque funzionari dell'Anas, in carcere per associazione a delinquere, e un imprenditore, Giuliano Vidoni, agli arresti domiciliari per corruzione. Parere negativo all'accoglimento dei ricorsi, per il pericolo di inquinamento delle prove, è stato espresso dai pm Maria Francesca Loy e Maria Calabretta. A sollecitare l'annullamento delle misure restrittive, oltre a Vidoni, sono stati Antonella Accroglianò, nota come la 'Dama Nera' e considerata la figura apicale del giro di mazzette all'Anas, e i dirigenti Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato e Antonino Ferrante. Nell'inchiesta giudiziaria sono coinvolte complessivamente dieci persone: tra loro l'ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Luigi Meduri, ai domiciliari.

I pm hanno depositato scritti anonimi trovati in casa di Antonella Accroglianò
In vista dell'udienza di oggi i pm Loy e Calabretta hanno depositato una serie di atti compresi alcuni scritti anonimi, per la procura riconducibili alla Accroglianò, inviati da questa ad Anas, procura della Repubblica e ministero delle Infrastrutture per sviare, attraverso la chiamata in causa di altri soggetti, l'attenzione dal suo operato. Falsi esposti anonimi inviati, secondo gli inquirenti, con l'obiettivo di screditare altri dirigenti della società concessionaria della rete autostradale italiana e sviare l'attenzione investigativa sull'attività del proprio ufficio. I militari della Guardia di Finanza li hanno trovato a casa di Antonella Accroglianò, la dirigente responsabile del Coordinamento tecnico amministrativo di Anas spa.

Per la Procura la donna è il “deus ex machina” del sistema
Di questi falsi esposti anonimi hanno parlato oggi i pm Maria Francesca Loy e Maria Calabretta, per evidenziare l'attualità del rischio di inquinamento probatorio, nell'udienza davanti al tribunale del riesame che si è riservato di decidere sulla richiesta di revoca o modifica della custodia cautelare in carcere presentata dai difensori dell'Accroglianò, di Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato e Antonino Ferrante. Tra i ricorrenti anche l'imprenditore Giuliano Vidoni, l'unico di un gruppo di altri cinque indagati finiti ai domiciliari, sempre per corruzione. La Procura ha insistito sul fatto che l'Accroglianò sia da considerare una sorta di `deus ex machina´ di un sistema illecito che puntava a ottenere utilità e provviste da imprenditori, titolari anche di società di rilievo.

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