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Consulta, mercoledì il Parlamento proverà a eleggere i giudici…

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LA NUOVA CONVOCAZIONE

Consulta, mercoledì il Parlamento proverà a eleggere i giudici mancanti

Camera dei deputati e Senato proveranno ancora mercoledì prossimo, in seduta comune, a colmare i tre posti vacanti di giudice in seno alla Corte costituzionale. Per essere eletti è richiesta la maggioranza dei tre quinti dei componenti, una soglia che mette i partiti nella necessità di convergere su soluzioni il più possibile condivise. I giudici da sostituire sono Luigi Mazzella, Sergio Mattarella e Paolo Maria Napolitano, il primo e il terzo all’epoca indicati dal centrodestra, il secondo dal centrosinistra. Sono cessati dal mandato in periodi diversi, rispettivamente, nel giugno del 2014, alla fine di gennaio e all’inizio di luglio di quest’anno.

Lo stato delle trattative in corso tra i partiti
Dunque a poco meno di quarantotto ore dalla riunione del Parlamento le forze politiche sono alle prese con febbrili negoziati per un accordo che consenta di superare l’impasse. Stando a fonti accreditate è Augusto Barbera il giurista su cui punta il Partito democratico e che già stasera sarà presentato nella riunione dell’ufficio di presidenza, in vista delle prossime votazioni delle Camere. Forza Italia avrebbe secondo voci individuato invece in Francesco Paolo Sisto il proprio candidato, anche se per arrivare a una soluzione in grado di fare pieno centro mancherebbe l’intesa finale con il Movimento Cinque Stelle. Che appare intenzionato, al momento, a indicare Felice Besostri. Un nome, tuttavia, non proprio gradito a tutti, in quanto leader dei Comitati che hanno deciso di presentare ricorsi contro l’Italicum. Il che del resto, sul piano politico, porrebbe Besostri in contrasto con l’eventuale ruolo di membro della Consulta, potenzialmente chiamata a giudicare sulla nuova legge elettorale.

L’incognita della compattezza dei fronti
Il veto su Besostri potrebbe portare a una contrarietà dei pentastellati rispetto a Barbera e Sisto. Un comportamento che tuttavia non ostacola in linea teorica l’elezione degli esponenti dem e azzurro, con l’effetto di risolvere il problema per almeno due dei posti in ballo. Ma rimane da dimostrare alla prova pratica la compattezza dei due schieramenti, soprattutto alla luce della diaspora che negli ultimi mesi ha investito il centrodestra.

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