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Soru condannato per evasione fiscale

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Soru condannato per evasione fiscale

  • –Sara Monaci

Il patron di Tiscali Renato Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. Europarlamentare, fondatore della società di telecomunicazioni e della disciolta Andala Umts, è stato presidente della Regione Sardegna dal 2004 al 2008. Fino a ieri era anche il segretario del Pd sardo, carica che ha lasciato subito dopo la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Cagliari Sandra Lepore.

Il pm di Cagliari Andrea Massidda aveva sollecitato una condanna a quattro anni per l’evasione di 2,6 milioni nell’ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali. Si parla di mancati pagamenti dell’Ires, a cui si aggiungono anche dichiarazioni false sull’Irpef, di cui una buona parte andati prescritti (si legga articolo accanto).

Per Soru è scattata anche la confisca delle somme sequestrate e per due anni «l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l’interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonché l’incapacità di contrattare con la Pa». La sua villa al centro di Cagliari è stata ipotecata da Equitalia che gli aveva inviato una cartella esattoriale di 9milioni e 975mila euro, il triplo dell’evasione contestata, che ammonta a circa 2,6 milioni.

Dure le reazioni politiche del centrodestra e del Movimento 5 stelle. Ancora all’attacco del Pd Beppe Grillo, che nel suo blog scrive: «Oggi tocca a Renato Soru, europarlamentare e capo del Pd in Sardegna: tre anni di reclusione per evasione fiscale. Dopo l’euroindagato per voto di scambio mafioso Caputo, il gruppo del Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato. L’epopea immorale del Pd continua. Cosa aspettano a dimettersi?». Fa eco la Lega. «Dopo l’arresto di Uggetti oggi la condanna per Soru. Pare proprio che gli esponenti del Pd disprezzino la legalità», dice Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato. E rincara la dose la candidata di Fratelli d’Italia al Comune di Roma, Giorgia Meloni: «Da qualche anno vado dicendo che questa presunta superiorità morale della sinistra non era poi così reale». Persino nel mondo del centrosinistra c’è chi si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Filippo Penati, recentemente assolto dall’accusa di corruzione, ricorda che il Pd lo espulse prima ancora della condanna, al contrario di Soru. Va invece in difesa di Soru il presidente della Sardegna Francesco Pigliaru: «Non commento le sentenze ma ritengo giusto riconoscere il contributo che Renato Soru in tutti questi anni ha dato, prima come imprenditore e poi come politico, per risolvere i problemi della nostra regione».

I legali di Soru annunciano ricorso in appello. «Sentenza singolare», commentano i difensori Giuseppe Macciotta e Roberto Zanotti, che precisano che l’interdizione scatterà solo a sentenza definitiva. «In questa vicenda – dicono – non esistono concetti come triangolazioni, scatole cinesi e società dormienti, intese come strumenti per evadere. L’intera istruttoria dibattimentale non ha fatto emergere comportamenti fraudolenti di Soru o delle società a lui riconducibili». Spiegano che la trasparenza emergerebbe dalle «comunicazioni periodiche alla Consob».

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