
Tra i molti eventi speciali dell’edizione 92 di Pitti Uomo c’è la sfilata Hugo, che si terrà questa sera alle 21 alla Manifattura Tabacchi. Il brand del gruppo Hugo Boss ha scelto Firenze considerandola il palcoscenico ideale per rafforzare l’immagine di Hugo, che si rivolge, come spiega il chief brand officer Ingo Wilts, «a un pubblico molto attento ai trend e alla moda e che guarda al futuro».
L’altro marchio del gruppo tedesco, Boss, partecipa invece alla New York fashion week: «Sentiamo una grande affinità tra il brand e la città e abbiamo già sfilato lì anche con show co-ed, unendo cioè la collezione femminile e quella maschile, come accadrà stasera – aggiunge Wilts –. Ma per Hugo Firenze è perfetta».
Il gruppo Hugo Boss è quotato alla Borsa di Francoforte, gli ultimi dati disponibili sono quelli del primo trimestre 2017 (la semestrale sarà annunciata il 30 giugno): il fatturato ha raggiunto i 651 milioni di euro e tra i due brand ad aumentare di più i ricavi è stato proprio Hugo (+17%). Benché la donna sia in crescita costante negli ultimi anni, la parte più importante delle vendite di Hugo Boss è ancora riconducibile all’uomo (577 milioni sui 651 totali).
Wilts è un entusiasta della formula di Pitti Uomo: «La combinazione di eventi, sfilate speciali e padiglioni fieristici ne fa uno dei più importanti appuntamenti al mondo per l’abbigliamento e gli accessori maschili. Il pubblico di buyer e giornalisti che viene a Firenze è proprio quello al quale vogliamo presentare il nuovo corso di Hugo».
A proposito di innovazioni, Wilts non esclude di riproporre, come il gruppo ha fatto in passato a New York, la formula del “see now buy now”, anche se non sarà il caso della sfilata di questa sera. «La diffusione dei social network e più in generale la rivoluzione digitale ha creato nuove figure, a partire dagli influencer. Le aziende devono ripensare il rapporto con i media e le strategie di comunicazione, ma anche il retail e la distribuzione, come dimostra il see now buy now – spiega il chief brand officer di Hugo –. Credo che il format sfilate continui a essere molto efficace, come dimostrano i nostri investimenti a New York e Firenze. Ma in futuro dovremo trovare il modo di offrire sempre un valore aggiunto digitale a ogni show».
Il ruolo dei social network è destinato a crescere ancora, secondo Wilts: «I consumatori più giovani, i Millennials, usano le piattaforme digitali, di ogni genere, per raccogliere informazioni sui trend e per scambiarsi opinioni. È proprio questo il target di Hugo, come dimostra anche la strategia di comunicazione per il brand». Il riferimento è alla nuova campagna pubblicitaria digital di Hugo, realizzata dalla fotografa Harley Weir e che presenta una serie ritratti di talenti emergenti, provenienti dal mondo dell’arte, della musica, del cinema e della moda. Tra i volti della campagna ci sono la cantante Soko, il modello Anwar Hadid e l’imprenditore Luka Sabbat, tutti parte di una generazione la cui vita è indissolubilmente legata al mondo digitale.
Tornando alla sfilata di stasera, Ingo Wilts anticipa che la collezione disegnata da Jenny Swank (al suo debutto nello stile della donna) e Bart De Backer (responsabile per la parte uomo) si chiama Ritualis Spiritualis. «L’ispirazione iniziale sono i rituali voodoo africani e la loro iconografia, ma è solo uno spunto. Jenny e Bart avevano un obiettivo: portare in passerella una collezione preziosa nella sostanza ma che possa essere indossata in maniera “non preziosa”, con disinvoltura».
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