
«Abbiamo chiuso l’anno fiscale 2016 al 31 marzo con un fatturato in salita del 9,5% a 75,9 milioni di euro e abbiamo generato molta cassa, al netto dell’acquisizione The Bridge: circa 10 milioni di euro. È stato un anno di grandi investimenti per la nostra società, ma siamo riusciti a crescere e a mantenere la nostra posizione finanziaria netta quasi in linea con l’anno precedente: è passata dai -6,7 milioni del 2015 ai -7,5 del 2016».
Parla in chiusura di un anno importante Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Piquadro. A novembre 2016, infatti, il gruppo ha annunciato di aver rilevato l’80% della compagine societaria (e con essa quasi 10 milioni di debiti) de Il Ponte Pelletteria, azienda cui fa capo The Bridge.
Il core brand del gruppo, che è quotato a Piazza Affari, rimane Piquadro che in questi giorni presenta a Pitti Uomo 92 la collezione PE 2018. Puntando su una formula ormai di successo: «Piquadro rientra nel segmento travel & business – spiega Palmieri –, legato principalmente a chi viaggia per affari e ha bisogno di accessori funzionali, leggeri, comodi, sempre più sofisticati in termini di design. Valigia e briefcase sono “accessori” a tutti gli effetti.
Piquadro realizza il 70% del proprio giro d’affari in Italia, un mercato che nel 2016 «non è andato male: le vendite like for like nei monomarca italiani hanno avuto segno positivo», dice Palmieri. Ma punta ad ampliare la propria sfera di influenza oltre confine, continuando a focalizzarsi sul Vecchio Continente che traina le vendite: «Nel 2016 il mercato che ha performato meglio è l’Europa, inclusa la Russia che è in forte ripresa», conferma l’amministratore delegato.
Secondo Palmieri «uno dei punti di forza di Piquadro è l’aver trovato una nicchia di mercato in cui inserirsi in modo efficace, dialogando con consumatori attenti che apprezzano l’innovazione».
La tecnologia è uno dei terreni di sperimentazione preferiti da Piquadro: «Abbiamo lavorato alle collezioni con un approccio sempre attento all’innovazione – continua l’ad – e con l’idea di rendere borse e trolley sempre più funzionali grazie ad applicazioni hardware e software di ultima generazione, come la bilancia integrata. Senza che vi sia un impatto sul prezzo al cliente».
A questo proposito, nello stabilimento di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, ci sono 20 persone concentrate su Ricerca&Sviluppo del prodotto: le tecnologie, infatti, vengono sviluppate internamente.
Nell’epoca dell’omnichannel, la componente hi-tech non poteva non influire sulla rete di vendita di Piquadro: «L’obiettivo è quello di andare incontro ai nostri clienti con una multicanalità bidirezionale che dal sito ti conduce in negozio ma ti permette di ricevere a casa gli acquisti fatti nel monomarca, per esempio. Le vendite online crescono a doppia cifra anno su anno». In agenda, ci sono anche alcune aperture: «Tre negozi in franchising in Italia, a breve. E poi guardiamo all’estero, in location importanti».
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