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Dossier Woolmark sceglie l’Italia come vetrina «perfetta»

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Dossier | N. 25 articoliPitti Uomo 92, lo Speciale di Moda24

Woolmark sceglie l’Italia come vetrina «perfetta»

Jamila Pandolfo (sx) vincitrice del concorso Wool Wonders
Jamila Pandolfo (sx) vincitrice del concorso Wool Wonders

Negli ultimi anni Woolmark Company ha intensificato l’impegno per promuovere la cultura della lana merino in Europa e in particolare in Italia. Moltissime le iniziative ideate insieme a marchi della moda e del lusso e a scuole e istituzioni. È un gioco “win-win”, dove vincono tutti, come dicono gli americani: far comprendere il valore della materia prima, la lana merino in questo caso, aiuta produttori e allevatori, i marchi e i consumatori finali. Sembra il momento storico giusto per un’operazione simile: i Millennials (i nati dopo il 1980) sono i consumatori del futuro, ma anche gli imprenditori e gli allevatori del futuro e tra le molte caratteristiche di questa generazione c’è il desiderio di maggiore consapevolezza.

Pitti è l’ultima vetrina in ordine di tempo per la lana merino: grazia al progetto Guest Nation di Fondazione Pitti Immagine Discovery e Woolmark Company, a Firenze da oggi ci sono otto giovani designer australiani, selezionati in collaborazione con l’Australian fashion chamber. È la prima volta che stilisti australiani vendono inseriti in un evento internazionale di moda e a ciascuno è stato chiesto di realizzare la loro collezione P-E 2018 utilizzando lana merino australiana.

Sempre in tema di sostegno ai giovani, il 24 maggio a Firenze erano stati annunciati i vincitori del concorso Wool Wonders, organizzato dall’ambasciata d’Australia e dal Polimoda, in partnership con Woolmark Company. Il progetto ha coinvolto gli studenti di fashion design dell’istituto fiorentino, invitati a progettare e realizzare un capo in jersey di lana australiana e ispirato all’Australia. Il premio per la vincitrice, Jamila Pandolfo, 22enne di Verona, è un tirocinio di 4 settimane presso la scuola di moda della University of technology Sydney e il Museum of applied arts and sciences (Maas).

Il 10 maggio invece Woolmark aveva annunciato alcuni importanti cambiamenti per l’International Woolmark Prize, fra i concorsi più noti del settore moda. Aumenta il montepremi e viene introdotto l’Innovation Award, che coinvolge le aziende tessili che supporteranno i giovani designer nello sviluppo di tessuti e filati di lana innovativi.

Venendo alle partnership con aziende, il 16 maggio era stata presentata a Milano la capsule collection Wool Denim, nata da una collaborazione con il gruppo Max Mara (1,4 miliardi il fatturato 2015, ultimo dato disponibile). La collezione è composta di capi in denim al 100% in lana merino e su ogni giacca, vestito, pantalone ci sarà per la prima volta una doppia etichetta, di Max Mara e di Woolmark. «Il tessuto riesce a unire la resistenza del jeans alla preziosità e morbidezza della lana ed è tinto con ricette ecologiche, che limitano l’uso dell’indaco, colorante potenzialmente nocivo per l’ambiente», avevano spiegato in quell’occasione Laura Lusuardi, Max Mara fashion coordinator, e Francesco Magri, country manager e director di Woolmark Company per Italia e Spagna.

Spostandosi da Milano a Roma, Woolmark ha lasciato il segno agli Internazionali d’Italia, il più importante torneo di tennis del nostro Paese: Australian, in collaborazione con Woolmark Company e Suedwolle Group Safil, Marzotto Fabrics e Zegna Baruffa Lane Borgosesia, ha sviluppato una collezione in lana merino e poliammide tecnico, composta da una polo, una giacca e un maglione che ha vestito, tra gli altri, i giudici di linea, i cameramen e lo staff tecnico.

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