Tecnologia

Cos’è Tether, la criptovaluta legata al dollaro che fa tremare…

  • Abbonati
  • Accedi
valute digitali

Cos’è Tether, la criptovaluta legata al dollaro che fa tremare il Bitcoin

Foto Epa
Foto Epa

Tra tutte le criptovalute esistenti - ormai sono più di 1.500 - ce n’è una che si distingue per il suo andamento. Se tutte le principali valute digitali proseguono all’insegna dell’altissima volatilità, Tether spicca per la sua quasi marmorea stabilità con un andamento che sembra un encefalogramma quasi del tutto piatto: negli ultimi dodici mesi ha avuto un minimo isolato di 0,92 dollari e un picco 1,06, rimanendo quasi stabilmente ancorato attorno alla soglia di un dollaro.

A differenza infatti di bitcoin e delle altre valute, Tether si distingue come “stablecoin”, come entità progettata specificamente per non fluttuare a livello di valore, agganciato alla parità uno-a-uno con il dollaro. Ma sotto questa stabilità si potrebbe nascondere una realtà oscura che fa tremare lo stesso Bitcoin, le cui quotazioni sarebbero state sostenute l’anno scorso da acquisti finanziati proprio da Tether.

Cos’è il Tether?

Il Tether è una criptovaluta che viene emessa solo se ogni singola unità è coperta da un dollaro nelle riserve della Tether Limited, società delle Isole Vergini britanniche, stando a quanto ricostruito dal New York Times. E il progetto è proprio che la stabilità garantita dal dollaro si possa coniugare alle potenzialità operativa delle criptovalute. Insomma un bitcoin che sia però stabile!

Nata nel 2015 come Realcoin, la valuta ha oggi una circolazione di oltre 2,2 miliardi di unità con una capitalizzazione pari a 2,5 miliardi di dollari. Infatti, tanto per non smentirsi, la quotazione è fissa al momento a 1,03 dollari.

Chi lo utilizza?

Proprio per la sua stabilità il Tether è molto utilizzato sia da utenti che dalle stesse piattaforme di exchange come ciambella di stabilità per navigare tra le montagne russe delle criptovalute. Così gli investitori più navigati lo utilizzano per passare da una criptovaluta all’altra nei momenti di alta tensione, senza dover convertire in valute ufficiali. Oppure per congelare i profitti in momenti di volatilità elevata o per trasferire i fondi da una piattaforma all’altra, che spesso non trattano le stesse criptovalute.

Ma anche le piattaforme stesse lo utilizzano come ancore di stabilità. Alcune lo usano al posto del dollaro per i conti dei clienti, ma anche per fare scambi tra criptovalute con le altre piattaforme senza dover detenere conti in dollari. Alla fine si è imposto quindi come “valuta-lasciapassare” accettata in maniera incondizionata nel criptomondo.

Perché è discusso?

I sospetti sono iniziati a circolare negli ultimi mesi: in realtà il Tether non sarebbe garantito da corrispondenti riserve in dollari. La community delle criptovalute ha iniziato a temere che la Tether Limited abbia iniziato a battere moneta senza le adeguate coperture e che oggi non abbia le riserve adeguate per convertire le valute in circolazione.

Solo a gennaio sono stati immessi sul mercato 850 milioni di Tether (sui 2,2 milioni totoali) e un rapporto anonimo diffuso in rete ha sottolineato che l’emissione sia coincisa con la caduta del Bitcoin una decina di giorna fa e che le valute sarebbero state utilizzate per acquistare Bitcoin a prezzi convenienti: «Il 48,8% dell’aumento del prezzo nel periodo preso in considerazione cade nelle due ore successive all’arrivo dei Tether nel wallet di Bitfinex”, afferma il report.

Perché Tether e la tanto chiacchierata piattaforma di Bitfinex sarebbero in qualche modo legati dagli stessi azionisti e dallo stesso management. L’exchange, uno dei maggior al mondo, e la società che emette i Tether hanno lo stesso Ceo e lo stesso direttore generale.

La scorsa settimana entrambe le società sono finite sotto inchiesta da parte della Commodity Futures Trading Commission, l’authority americana dei mercati futures. L’accusa è di aver manipolato i prezzi del Bitcoin lo scorso anno, utilzzando i Tether emessi troppo allegramente. Lo stesso rapporto anonimo mette infatti in correlazione anche l’anno scorso picchi al ribasso del Bitcoin con picchi di emissioni del Tether.

Se davvero la società ha emesso più Tether rispetto ai dollari che ha in cassa come riserva, il rischio è che venga meno l’ancora di stabilità garantita finora . E che un eventuale caduta del prezzo del Tether porti con sè anche il Bitcoin e altre criptovalute che siano state scambiate con Tether.

© Riproduzione riservata