
SPA-FRANCORCHAMPS - Vittoria doveva essere e vittoria è stata per Fernando Alonso che al suo debutto nel World Endurance Championship ha trionfato con la Toyota alla 6 Ore di Spa-Francorchamps guidata insieme a Sébastien Buemi e Kazuki Nakajima. La TS050 #8 ibrida è arrivata davanti alla #7 affidata al trio Conway-Lopez-Kobayashi, autore di una grande rimonta dopo che la direzione di gara aveva annullato la pole position fatta segnare nelle qualifiche ufficiali poiché il numero di serie del misuratore di flusso del carburante era diverso da quello comunicato dal team. Un problema burocratico, ma che ha comportato per l'altra Toyota la partenza dai box dopo un giro. Kobayashi aveva Alonso nel mirino a mezz'ora dalla fine, il team però lo ha richiamato ai box spianando di fatto la strada all'asturiano, ma aprendo probabilmente un caso all'interno del Toyota Gazoo Racing visto che lo stesso Kobayashi non è salito sul podio insieme ai compagni al momento della premiazione.
In ogni caso, la TS050 ibrida ha mostrato una superiorità evidente nei confronti delle altre LMP1 non ibride che possono contare su una velocità massima superiore, data dalla maggiore potenza del motore termico, ma non hanno la trazione integrale né la spinta del motore elettrico all'uscita delle curve inoltre devono spendere più tempo per il rifornimento ai box. Le migliori si sono rivelate senza dubbio le Rebellion, ma la numero 1 affidata al trio Jani-Lotterer-Senna è stata squalificata per consumo eccessivo del fondo lasciando il terzo posto all'altro equipaggio di Beche-Laurent-Menezes. La corsa è stata interrotta per 4 volte dall'ingresso della safety car per altrettanti incidenti, il più grave di tutti rimediato dalla Ford GT #66 di Harry Tincknell che è uscito alla spettacolare variante di Radillon de l'Eau Rouge andando a sbattere contro le barriere a una velocità elevatissima, per fortuna con un angolo ridotto e senza conseguenze. Peggio era andata il giorno prima a Pietro Fittipaldi che nello stesso punto era uscito a oltre 280 km/h con la sua SMP impattando a 188 km/h e rimediando fratture scomposte a tutte e due le gambe con una prognosi di 4 mesi.
Continua invece il momento magico di Jean-Èric Vergne che, insieme a Pizzitola, e Rusinov, ha vinto nella LMP2 (tutte motorizzate con il V8 4.2 Gibson) con la sua G-Drive #26. Il francese è leader indiscusso anche della classifica piloti di Formula E, categoria che condivide con il WEC ben altri 7 piloti tra cui anche lo stesso Buemi. Lo spettacolo migliore lo hanno regalato sicuramente le auto derivate dalla serie con una serie di duelli entusiasmanti. Nella categoria GTE-Pro si è imposta la Ford GT #67 di Johnson-Mücke-Pla arrivata di fronte alla Porsche 911 RSR affidata a Lietz e Gianmaria Bruni, tornato a correre dopo un anno di sosta forzata. Terza la Ferrari 488 #71 del team AF Racing guidata da Sam Bird e Davide Rigon che ha beffato l'altra 911 in debito di gomme a due giri dalla fine. Un risultato inaspettato per le rosse che in prova hanno accusato un ritardo pesante dalle concorrenti americane e tedesche, ma che sono riuscite ad acciuffare il podio grazie ad una strategia indovinata e ad un pizzico di fortuna. Incoraggiante il ritorno della BMW nel WEC dopo 7 anni di assenza con la M8 GTE (5^ e 8^), poco incisive invece sono apparse le nuove Aston Martin AMR ufficiali (6^ e 7^) con motore biturbo dell'AMG, dunque Mercedes.

Al contrario nella classe GTE-Am, le anziane Vantage aspirate hanno conquistato un'inattesa doppietta grazie alla #90 del team AF Sport guidata da Alers Hankley-Eastwood-Yoluc che è arrivata ad un'incollatura dalla vettura ufficiale #98 guidata da Dalla Lana-Lamy-Lauda, campione del mondo in carica di classe. Fernando Alonso può guardare con fiducia alla 24 Ore di Le Mans, dove troverà come avversario anche un altro ex iridato di Formula 1 come Jenson Button arruolato dalla russa SMP. La Toyota deve vincere, dopo le sconfitte clamorose rimediate negli ultimi anni, e che anche lo spagnolo all'inseguimento della Triple Crown, riuscita storicamente solo a Graham Hill, ovvero il titolo mondiale di Formula 1, la vittoria alla corsa francese e quella alla 500 Miglia di Indianapolis che Alonso correrà il 27 maggio, due settimane prima della 24 Ore sul circuito della Loira prevista per il 17 e 18 giugno.
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