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Dossier Amex, i costi dell’«alternativa»

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    Dossier | N. 4 articoliLalternativa al cash

    Amex, i costi dell’«alternativa»

    Amex, pioniere nel settore dei pagamenti, è il più grande emittente di carte di credito al mondo per volumi (oltre 1 trilione di dollari di transato con 120 milioni di carte emesse). E difende il territorio, forte dell’unicità del suo circuito. Come spiega Carlo Liotti, a capo della divisione business di Amex: «Abbiamo un sistema a tre parti, incentrato sulla relazione diretta con chi riceve il pagamento e chi paga. Questo ci porta a essere proprietari di alcuni dati sulla consumer experience e non solo a trattarli. Siamo gli unici a poter abilitare pagamenti anche senza limiti di spesa quando il cliente dimostra un comportamento virtuoso. Così, chi si trova dall’altra parte del mondo e ha finito il plafond della sua carta bancaria, se possiede un carta Amex con una telefonata può ottenere credito».

    L’analisi dettagliata del comportamento del cliente si rileva utilissima per proporre e spingere alcune abitudini di consumo, magari a vantaggio dell’esercente. Ma anche per offrire servizi accessori unici (dalle coperture assicurative all’accesso a club e a sistemi di membership). Insomma, è un potente strumento di marketing. Per esempio la Carta Oro Business, pensata per le Pmi e i liberi professionisti, riduce gli anticipi di cassa e ottimizza la gestione delle spese aziendali o professionali.

    Tutto però ha un prezzo. Le carte Amex dalla soluzione base fino all’esclusiva Centurion, ottenibile solo “by invitation”, hanno prezzi medio-alti (per la verde si parte da 75 euro/annui, per la carta platinum da 700 euro). E sul fronte della sicurezza?«Usiamo una tecnologia all’avanguardia che passa addirittura dalla blockchain – conclude Liotti – dalla sostituzione della firma con pin personalizzati, all’intervento sulle frodi mettendo in salvo le transazione “genuine”. A tutto vantaggio del cliente e dell’esercente».

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