Il Sole 24 Ore
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Il restyling Facebook piace a metà



MILANO
Facebook si rinnova e il suo fondatore Mark Zuckerberg, alla trasmissione 60 Minutes, non esclude in futuro una quotazione in Borsa. Anche se precisa: «Molti lo considerano un punto d'arrivo, un successo. Io non la penso così». E poi ha rivelato di aver rifiutato un miliardo da Yahoo! nel 2006.
Quello presentato nel corso del weekend è uno degli interventi più importanti dal 2008. Come tutti i fenomeni sociali, anche Facebook deve avere un ritmo d'aggiornamento serrato per evitare di essere inghiottito dalla consuetudine o, peggio, dall'outsider di turno. Se quest'ultimo rischio sembra, almeno per ora, fuori discussione (oltre 500 milioni gli utenti connessi), diventa però necessario fornire sempre nuovi stimoli. Il più diffuso social network in occidente (in Italia ci si approssima a 20 milioni di persone registrate) non può stagnare per mantenere la leadership: le persone passano più tempo su Facebook che su Google; negli Stati Uniti genera circa il 25% del traffico. Così Zuckerberg spiega un ritorno alle origini, almeno a quelle descritte dal film The Social Network. Perché in realtà si tratta di un ritorno al "personale", o come lo descrive il giovane Ceo e fondatore, uno «spunto di partenza per intavolare discussioni e conoscere nuove persone». Si tratta di mettere in primo piano la sfera personale, quella che si decide di sciorinare in base alle impostazioni della privacy. Il nuovo Facebook impara e prende spunto da quel che di buono si vede in circolazione. Per esempio, ricorda LinkedIn nella profondità delle informazioni, subito in primo piano. Ora è possibile descriversi, dando informazioni su professione, hobby, gusti e attività. Più spazio al curriculum: «Vogliamo coinvolgere le persone», dice Zuckerberg, assicurando che non saranno venduti dati e informazioni personali alle aziende. Al centro delle novità ci sono le foto: quelle personali, pubblicate, condivise o in cui si è stati "taggati" costituiscono un elenco pressoché infinito. La pagina che le ospita è stata ridisegnata. In primo piano le ultime cinque foto in cui si compare come "tag", attenzione quindi a questo strumento a volte sottovalutato. Un altro pannello che è finito sotto al bisturi è quello degli amici. Si possono riorganizzare le persone per scegliere quelle che devono comparire subito. I contatti sono organizzati con una visuale a griglia sovrastata dal motore di ricerca. Compaiono poi la Friendship Page e i gruppi personalizzati. Il primo consente di stabilire collegamenti, rigorosamente virtuali, con altri utenti e di avere un'idea degli amici in comune. I gruppi sono invece la risorsa per stabilire insiemi divisi, con le persone con le quali si possono condividere file, foto e contenuti.
Quando arrivano le novità non tutti le gradiscono alle stesso modo. Anzi: la critica più gettonata riguarda i font. I caratteri impiegati sono più piccoli e questo ha fatto indispettire non pochi. Altri che hanno già potuto saggiare il nuovo layout (la pubblicazione per tutti i profili richiede tempo) sono convinti che alla lunga si ritireranno dal social network perché non piace più. A far discutere sono le foto messe lì, sotto gli occhi di tutti. Per non parlare della maggiore lentezza di caricamento o di prestare più tempo alla "manutenzione" del profilo. E poi ci sono gli entusiasti, come sempre. Certo che la nuova grafica non è reversibile. C'è chi ha trovato un rinnovato interesse per Facebook. Insomma, "il social network", malgrado tutto, non riesce a conquistare fino in fondo. Ma basta farci l'abitudine: alla fine, il desiderio di esserci vince sempre.
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