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Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2011 alle ore 19:04.

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Installatore obbligatorio per il Wi-Fi, il ministero: «Stiamo modificando il testo»Installatore obbligatorio per il Wi-Fi, il ministero: «Stiamo modificando il testo»

Dal 15 aprile la bozza di decreto ministeriale che si propone di imporre la figura dell'installatore iscritto all'albo per diversi apparati di rete non è più consultabile sul sito del ministero dello Sviluppo economico. «Abbiamo ricevuto circa 520 segnalazioni - spiegano dal ministero - e ora stiamo elaborando un documento di sintesi che ne tenga conto, chiarendo le parti del testo che sono risultate non chiare». Nel nuovo si farà riferimento solo a impianti «complessi», termine che dovrebbe dunque escludere apparecchi domestici di facile installazione.

La prima bozza ha sollevato diverse proteste. Secondo alcune interpretazioni il decreto avrebbe reso obbligatorio il ricorso al tecnico "patentato" anche per installazioni che un utente un minimo smaliziato può fare autonomamente, come nel caso di un router Wi-Fi.

Eventualità che si tradurrebbe in un aggravio di costi per famiglie e imprese, al momento difficili da valutare proprio per come è scritto il testo. L'articolo 10 della bozza dice che l'obbligo sarebbe escluso nel caso di impianti con «una capacità non superiore a dieci punti di utilizzo finale».
Un punto controverso. Secondo Guido Scorza, avvocato, esperto di diritto legato alle nuove tecnologie «se si intendono i numeri di client collegabili al dispositivo, un router adsl è in grado di stabilire molti più sistemi sulla stessa rete locale. Se invece si parla del numero di porte i casi sono molti meno». Certo è che lo sviluppo tecnologico comporta l'ingresso nelle case di nuovi oggetti connessi a internet: televisioni (l'antenna per ricevere il segnale rientra nella casistica?), elettrodomestici e altro ancora.

Quanto costerebbe agli utenti l'installatore patentato? Si può tentare un paragone con quanto successo per il digitale terrestre. L'Aduc ha segnalato di aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di persone che hanno avuto bisogno dell'intervento di un tecnico per ricevere il segnale. «Il costo dipende molto dal giorno della settimana, l'orario e la regione, ma in media un intervento non urgente, per il quale si possono aspettare due settimane, costa circa 100 euro, di cui 50 soltanto per l'uscita. Nel caso in cui l'intervento sia urgente i prezzi lievitano» spiegano dall'associazione.

Tornando all'"installatore patentato", il testo che ha fatto discutere è la bozza Decreto ministeriale Regolamento di attuazione dell'articolo 2, comma 2, del Decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 intitolata "Attuazione della Direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni".

Sempre sul fronte dei costi, parla di una «ricevuta di versamento di euro 400,00 per diritti amministrativi», che però sono in carico all'azienda che fa domanda di abilitazione per effettuare le installazioni, non all'utente.

La norma nasce da una direttiva europea del 2008 che è stata adottata in Italia con la legge 198 del 26-10-2010, alla quale è legato un decreto attuativo (quello ora in corso di modifica). La direttiva europea, dice Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider, si riferiva «alle interfacce sotto il controllo dell'operatore pubblico», mentre nel testo italiano si parla di «qualsiasi apparato della rete posseduta dall'utente».

Il ministero afferma che «il decreto vuole regolamentare l'installazione di apparecchiature complesse» e che un gruppo di tecnici sta lavorando a un nuovo testo di sintesi che risponderà ai vari dubbi interpretativi e che sarà sul sito del ministero dello Sviluppo Economico appena dopo Pasqua. Poi andrà in Consiglio di stato per l'approvazione.

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