
Sedici milioni di itlaiani giocano ai videogiochi e l’anno scorso hanno speso qualcosa come 1,7 miliardi di euro. In base ai nuovi dati presentati ieri da Aesvi , l'associazione che rappresenta l'industria dei videogiochi nel nostro Paese, l’Italia si conferma una nazione-ludica che “mangia” tanto videogioco ma di suo ne produce pochissimo. La crescita del giro d’affari del 18% rispetto al 2017 i confronta con una industria di sviluppatori italiani in grado di generare un valore di 60 milioni di euro, 28 volte in meno del fatturato complessivo di console, pc e smartphone. La novità di quest’anno, spiega Marco Saletta presidente di Aesvi è l’impressionante crescita del digitale . Se le console e i videogiochi in formato fisico realizzano rispettivamente un fatturato di 426 milioni di euro e 1,3 miliardi di euro nel 2018 è merito del mercato digitale – comprensivo di digital download su console e PC e di app - il segmento in più forte espansione, con un fatturato pari a 548 milioni di euro e una crescita, significativa, dell'86,6%.
La fine dei negozi e del supporto fisico? È ancora presto per decretare la fine del supporto fisico o dei negozi di videogame. Nei mercato disintermediati dal digitale nulla si crea e nulla si distrugge nel breve termine. Tuttavia, come è avvenuto nella musica, il piano sembra inclinato. Le notizie che provengono da Apple e Google che prevedono a breve il lancio di forme di abbonamento, nel primo caso, e servizi di streaming nel secondo, cambieranno il volto di questo mercato e anche forse il modo di misurarlo. «La concorrenza fa bene a tutti - chiosa Saletta che oltre a essere presidente Aesvi è anche il numero uno di Playstation Italia - stanno arrivando Apple e Google e magari anche Amazon. Anche gli editori di videogiochi stanno aprendo dei proprio store digitali (tipo negozi monomarca ndr) dove vendere i propri prodotti online. Presto nasceranno nuovi modelli di business. Siamo pronti per le nuove sfide che ci aspettano».
Il giro d'affari in milioni di euro del settore, comprensivo di hardware e software fisico e digitale. Dati 2018 e variazione % su 2017 (Fonte: Aesvi)

Su quali piattaforme si gioca? Indicativamente l’Italia si conferma un popolo che gioca su smartphone. Dei sedici milioni di giocatori dieci stanno su tablet e telefonino, 7 su Pc e 6,1 su console (gli analisti dell’Isfe sostengono che 1,6 milioni giocano su più piattaforme). Più interessante è il dato sul tempo che passiamo a sui videogame perché il dato si ribalta. Passiamo cinque ore alla settimana davanti a una console (Ps4 vince questa competizione con 4,9 ore seguira da Nintendo Switch e Xbox one), Poco più di quattro ore con uno smartphone (o tablet) tra le mani e quattro con il mouse del Pc. In questo mondo questi numeri si spiegano non solo con le vendite ma anche con il peso delle community. L’ingresso di giochi free-to-play come Fortnite e Apex Legend sta portando sulle piattaforme un pubblico perlopiù di adolescenti che gioca tantissimo. Sul fronte delle sottoscrizioni di servizi a pagamento, il 37% dei videogiocatori su PlayStation ha attivato il PlayStation Plus. Il 24% degli utenti Xbox ha sottoscritto l'abbonamento a Xbox Live Gold e il 22% degli appassionati Nintendo ha attivato il servizio Online. Sul fronte PC, è Steam a dominare tra i servizi disponibili con il 20% di sottoscrizioni tra tutti i videogiocatori su questa piattaforma.
Chi gioca? L’indagine attraverso due sondaggi uno offline e uno online ha riguardato un campione di 4mila persone dai 6 ai 64 anni. Giocano sia maschi che femmine (54% contro 54%), diciamo che non ci sono barriere di genere. I giocatori si concentrano nelle fasce tra 15-24 anni e tra 45 e 64 anni. In termini demografici in Italia pesano più “gli anziani” dei “giovani” e giocano in modo diverso. Gli ultra-quarantenni prefersicono il pc (13%) a telefonino (9%) e console (5%). I giovani invece stanno su mobile (48%) poi pc e poi console.
A cosa giocano? Come ogni anno vince il gioco del calcio. La testa della Top 10 console è dominata da Fifa19, seguito da Red Dead Redemption 2 e Marvel's Spider-Man. FIFA 19 conquista la vetta anche tra i videogiochi più scaricati in digital download, seguito da Grand Theft Auto V e da Call of Duty: Black Ops 4 in terza posizione. Le cosa campiano su Pc: Tom Clancy's Rainbow Six: Siege è il primo titolo in classifica per i PC, in seconda posizione Overwatch, seguito da Grand Theft Auto V. Questi titoli, sopratutto i primi due, sono una indicazione di mercato importante perché dimostrano come i computer siano diventati la piattaforma di riferimento degli eSport. Candy Crush: Saga, infine, domina la Top 10 delle app, mentre Clash Royale (al secondo posto) e Clash of Clans (al terzo) completano il podio della categoria. Curioso come a dominare la classifica su smartphone sia da anni sempre gli stessi titoli. La classifica infatti guarda al valore economico di queste app e al business che generano. A differenze del mercato console su mobile si gioca tanto ma sempre ai soliti titoli. Gli sviluppatori indipendenti sono avvertiti.
Come si misura il mercato gaming. Accanto alla distribuzione fisica e ai servizi di digital download presto si aggiungerà anche lo streaming. Playstation è già partita, Xbox arriverà a breve e Google spiegherà meglio il progetto Stadio tra pochi mesi. Dall’anno scorso Aesvi ha cambiato la metodologia di analisi per leggere “meglio” anche il business su smartphone e oggi si base su tre diverse fonti: GSD (Games Sales Data) per i dati retail relativi al mercato fisico, GSD (Games Sales Data) e GameTrack per i dati relativi ai prodotti digitali, App Annie e Game Track per i dati relativi al mercato mobile. I dati sui consumatori, raccolti nel quarto trimestre del 2018 nell'ambito del progetto GameTrack, si basano sulla somministrazione di sondaggio online e di uno offline su campione rappresentativo della popolazione dai 6 ai 64 anni di età.
(Fonte: Aesvi)

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