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Capodanno, lungo la linea del tempo

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Capodanno, lungo la linea del tempo

  • – di Francesca Pace

Esiste un luogo immerso nell'Oceano Pacifico dove ha inizio il tempo e, nella notte del 31 dicembre, comincerà il nuovo anno. È il luogo dove la Linea del Cambiamento di data, da nord a sud, taglia il globo in corrispondenza del 180° meridiano e attraversa le migliaia di isole e atolli che, qui, posti a poche centinaia di chilometri gli uni dagli altri sono in realtà distanti un giorno.
Tra i primi a salutare il 2014, sarà il Regno di Tonga, situato nel cuore della Polinesia a circa 3mila km dalla costa orientale dell'Australia e governato dall'ultimo re del Pacifico. Mentre, spostandosi verso est di 900 km, le Isole Samoa americane dovranno invece attendere ancora 24 ore prima della mezzanotte che porterà al nuovo anno.

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Una distanza temporale definita nel 1884 nell'ambito dell'International Meridian Conference di Washington durante la quale il Pianeta venne suddiviso in 24 fusi orari e tracciato convenzionalmente l'International Dateline, opposta al meridiano 0 che passa da Greenwich. Terre lontane, dunque, solo sulla carta, a cui non corrispondono però confini ambientali naturali. Paradisi esotici da sogno, molto simili tra loro, che godono del clima tipico delle zone tropicali con temperature che non scendono sotto i 20 gradi nemmeno durante la stagione delle piogge, tra novembre e marzo.

Tonga, dove inizia il tempo
Con 13 ore di differenza rispetto al Greenwich, Tonga è a tutti gli effetti la terra dove, convenzionalmente, nasce il nuovo giorno. Per la sua posizione geografica, negli Anni '40, fu al centro delle decisioni sulle deviazioni della Linea del Cambiamento di data e, per volere dell'allora Principe ereditario Tungi, divenne la "Terra dove inizia il tempo".
Situato nel cuore della Polinesia, il minuscolo Regno di Tonga comprende quattro arcipelaghi di 170 piccole isole di cui sole 40 abitate. L'isola più popolosa è Tongatapu dove si trova anche la capitale e città principale Nakùalofa. Spostandosi tra le diverse isole, la natura riserva paesaggi ogni volta diversi e spettacolari, conservando la sua originaria bellezza grazie anche all'isolamento di cui ha goduto nel tempo. La maggior parte delle isole sono piatti atolli corallini con lunghe e bianche spiagge di sabbia finissima accarezzate dagli Alisei.

Altre isole, invece, come 'Eua, sono dominate da un paesaggio collinoso con coste rocciose, scogliere e foreste, importante risorsa economica del Regno. Altre ancora sono dominate dalla presenza di vulcani, alcuni dei quali ancora attivi, come il Tofoa che fece da sfondo allo storico ammutinamento del Bounty.
In questo mondo incantato, la vita segue il ritmo lento della natura. La popolazione è, da sempre, gentile e ospitale tanto che il capitano Cook, quando approdò sulle sue coste, le chiamò "isole dell'amicizia". Ma Tonga, e in particolare l'arcipelago di Vavàu, è anche il regno delle balene. Qui, infatti, da luglio a dicembre, giungono da lontano questi affascinanti giganti del mare per riprodursi nelle tiepide e tranquille acque del Pacifico.

Samoa, estremo occidente
Le Isole Samoa si trovano all'esatto opposto del meridiano di Greenwich dove, convenzionalmente, si conclude il giorno. Come sottolinea il nome stesso, cioè "centro sacro" nella lingua indigena, le Samoa rappresentano la culla del popolo polinesiano ed è ancora oggi il centro spirituale e culturale della Polinesia.
Le isole sono divise in Western Samoa e American Samoa. Ma la popolazione non si cura di questa divisione politica considerandosi un unico grande popolo Hawaiki. E, infatti, la loro storia è stata unica fino alla metà del XIX secolo scorso quando, nel 1872, l'isola di Tutuila divenne uno scalo delle navi americane nel Pacifico, mentre Apia, nell'isola di Upolu, venne occupata da coloni tedeschi in cerca di terre. Da allora le isole, separate da soli 100 chilometri di mare, furono divise in due gruppi: le American Samoa divennero territorio degli Stati Uniti mentre le Western Samoa, con le isole Upolu e Savaii, dopo essere state amministrate dalla Nuova Zelanda succeduta ai tedeschi, divennero indipendenti nel 1962.

Saranno le Samoa americane a salutare per ultime il nuovo anno. Ma è nelle Samoa occidentali che si può ancora assaporare la cultura originaria polinesiana, in cui regna ancora oggi quell'atmosfera che ispirò lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson per l'Isola del tesoro. Qui, infatti, non esistono grattacieli e la vita è ancora regolata con la concezione del villaggio, con un capo alla guida di un Consiglio di saggi. Tutti lavorano, il guadagno è comune e le strutture presenti sono ad uso di tutti. La vita scorre in un ambiente naturale, ricco e rigoglioso, favorito da un clima tropicale ottimale e tutelato da molte riserve e parchi nazionali.

Buon Anno da Viaggi24!

30 dicembre 2013

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