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Un caffè al museo a Copenaghen tra Tiziano e Matisse

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METE D’ARTE E GOURMET

Un caffè al museo a Copenaghen tra Tiziano e Matisse

La cafeteria del Louisiana Museum of Modern Art, con vista sul mare
La cafeteria del Louisiana Museum of Modern Art, con vista sul mare

Da una parte gli oltre ottanta musei, una proposta culturale enorme per una città che per abitanti è la metà di Milano e quasi un sesto di Roma. Dall’altra un’offerta food forte di 22 stelle Michelin suddivise su 17 ristoranti nella capitale danese e nei dintorni (con il Noma che ha recuperato le sue due stelle, dopo la chiusura dovuta al trasloco). Per chi vuole celebrare - e declinare in decine di modi diversi - il matrimonio tra food e cultura, Copenaghen è la meta ideale. Vediamo le tappe più suggestive di un percorso che unisca storia, arte e cultura gastronomica.

Festeggia il suo primo compleanno la cafeteria aperta all’interno della SMK (Galleria Nazionale della Danimarca), con un nuovo design danese/giapponese/italiano, che si avvale dello chef Frederik Bille Brahe, famoso per la sua green kitchen, con pane e dolci preparati artigianalmente, come pure i succhi di frutta e gli ice tea.

Una sosta consigliabile dopo aver ammirato le tele di Tiziano, Rubens, Rembrandt, Matisse, Picasso, i disegni di Dürer o la mostra della pittrice danese Anna Ancher.

Nel centro di Copenaghen, all’entrata della Gliptoteca, intrigante collezione di sculture greche e romane, di mummie egiziane e di capolavori di Gauguin, Monet, Manet, Degas e van Gogh, si può invece godere di un brunch con dolci deliziosi e sandwich tradizionali o vegetariani nel nuovo ristorante “Picnic”, inaugurato da poco tra palme e statue neoclassiche sotto la volta di una moderna cupola di vetro in un’atmosfera di pace assoluta.

Tra la Gliptoteca e la Galleria Nazionale della Danimarca, in un’oasi di tranquillità a due passi dalla febbrile Norreport, c’è il primo albergo al mondo che accetta come mezzo di pagamento opere d’arte (artmoney): è l’Ibsens, boutique hotel punta di diamante del cosiddetto “Nordic cool”, famoso anche per la colazione organica e a chilometro zero.

Sul canale di Nyhavn merita invece una sosta la Galleria d’arte Charlottenborg, dove troviamo la “Charlottenborg Spring Exhibition”, con 78 opere di talenti emergenti internazionali, ma anche l’Apollo bar, considerato il nuovo hotspot della classe culturale copenaghese, rinomato per i piatti tipici della cucina danese rivisitati in chiave moderna con ingredienti di prima scelta.

Il complesso del Diamante nero, avveniristico edificio costruito nel 1999 sull’isola di Slotsholmen con granito dello Zimbabwe (lavorato in Italia) che cambia colore a seconda dell'ora e del tempo, ospita la più grande collezione della Biblioteca reale danese, con un patrimonio librario di oltre 34 milioni di volumi, riviste e altro materiale cartaceo, che ne fa la terza struttura in Europa dopo Londra e Parigi. Il ristorante del “Black Diamond”, il Soren K, è dedicato a Kierkegaard, il più celebre filosofo danese. I piatti sono particolari e alternativi: da provare il baccalà fritto nel burro con cavolo e vino o l’halibut al forno.

La Bakkehuset (casa sulla collina) nella zona culturale di Frederiksberg, non lontano dal birrificio Carlsberg, è un museo storico risalente al XVI secolo, adibito a diverse funzioni come albergo, ospedale psichiatrico e orfanotrofio. È stato anche un punto di incontro per intellettuali e scrittori nell'età d'oro danese, da Andersen a Kierkegaard. Nella cafeteria Orangeriet si possono degustare i sandwich danesi (smørrebrød) preparati come nell’Ottocento con aringa affumicata, cipolle, ravanelli, erba cipollina, crema di formaggio, patate a fette o il kartoffelmad (panino di patate) e dolci tradizionali.

A Humlebaek, 35 chilometri a nord di Copenhagen, affacciato sul mare troviamo il Louisiana Museum of Modern Art, una delle più belle collezioni di arte moderna e contemporanea al mondo, forte di quattromila opere tra cui quelle di Giacometti, Vasarely, Gabo, Calder, Bacon, Picasso, Warhol, Lichtenstein e Louise Bourgeois (il suo ragno gigante è ammirato soprattutto dai bambini). Nella cafeteria del museo si può gustare un buffet di altissima qualità e classe: merluzzo marinato con latticello e acetosa, quiche di melanzane e pomodori, selezione di formaggi danesi profumati alla rosa canina. Imperdibile la vista spettacolare sul mare.

Sempre nei dintorni della capitale danese, a Rungsted, è vissuta la scrittrice Karen Blixen, dopo aver trascorso 17 anni in Africa dove aveva gestito una fattoria che produceva caffè. Nel coffee-shop della casa-museo della scrittrice, con vista sul meraviglioso parco ornitologico, si può gustare il caffè esattamente come era preparato in Kenya secondo la ricetta della baronessa e assaggiare uno smørrebrød (tipico sandwich danese con pane di segale), cold drinks e dolci.

Chi invece decidesse di fare una puntata nelle 70 sale del castello di Frederiksborg, costruito dal re Federico II e riadattato dal figlio Cristiano IV tra XVI e XVII secolo, può germarsi nel sontuoso giardino il Ristorante Leonora (il nome deriva da Leonora Christina, una delle figlie di Cristiano IV), che campeggia in una suggestiva location: offre la cucina classica danese di una volta, con arrosti, maiale in crosta e smørrebrød.

Accanto al nuovo art center Copenhagen Contemporary, in maggio aprirà i battenti il rinnovato Alchemist, il ristorante più controverso di Danimarca: ai fornelli infatti troveremo il 27enne Rasmus Munk, chef famoso in tutto il mondo per il suo estro trasgressivo e modernista. Il menù (50 portate da consumare in tre-cinque ore) è tutto da scoprire: tra gli accostamenti più singolari il granchio reale arrostito con patate in salamoia, pomodori secchi e cenere di fieno servito in un portacenere come messaggio antifumo, o il leccalecca con ostrica ripiena di patata affumicata e decorazione al caviale, o ancora gli scampi caramellati e serviti con ginepro arrostito e succo di limone o panna acida. Sempre vicino al Copenhagen Contemporary si trova il Reffen, il playground urbano con street food etnico, concerti, workshops, negozietti vintage con vestiti, mobili, dischi in vinile, biciclette e tanto altro.

Il Copenhagen Contemporary è uno spazio di settemila metri quadrati (di cui duemila dedicati a bambini e ragazzi) con installazioni, performance e video art: dall’estate 2018 è stato trasferito nel vecchio distretto industriale in un ex cantiere navale, pieno di ristoranti gourmet, mercatini, teatri, spazi per arrampicate, pattinaggio e sci. Attualmente ospita la mostra I have grown taller from standing with trees di Claudia Comte, artista svizzera che ha creato un’installazione con abeti scortecciati di sei metri in uno spazio di 1100 metri quadrati al cui interno si erge una scultura di ceramica avvolta da una luce filtrata e dal profumo di resina.

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