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Fortis nella bufera, svolta ai vertici

di Enrico Brivio

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27 Settembre 2008
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Terremoto ai vertici di Fortis. Dopo una giornata nera in cui il titolo della banca belgo-olandese ha perso oltre il 20% travolto da un'ondata di perplessità sulle prospettive di liquidità del gruppo, nella serata di ieri è giunto l'annuncio della nomina di un nuovo amministratore delegato.
Al timone di Fortis è stato chiamato Filip Dierckx, 52 anni, da gennaio alla guida delle attività bancarie del gruppo. Sostituirà Herman Verwilst, che solo due mesi fa era stato invitato a rivestire il ruolo di amministratore delegato ad interim del gruppo, in sostituzione di Jean Paul Votron. Verwilst ha però dimostrato, anche nel corso della tempestosa giornata di ieri, di non avere la statura e l'autorevolezza per rassicurare i mercati, in un momento di grande incertezza per il gruppo bancario.
Nonostante le dichiarazioni a pioggia dell'ad uscente sulla posizione finanziaria «solida» dell'istituto e sul fatto che non ci sia «alcuna possibilità di bancarotta», il titolo Fortis ha vissuto infatti una giornata tumultuosa, chiudendo alla Borsa di Bruxelles a 5,20 euro, in discesa di ben il 35% da inizio settimana e al minimo degli ultimi 15 anni. Ha comunque prevalso tra gli investitori la sensazione che non sarà facile per la banca raccogliere gli 8,3 miliardi di cui ha bisogno per rivitalizzare la propria posizione finanziaria, in una situazione di mercato negativa, che potrebbe comportare la vendita di assets a prezzi svalutati e la raccolta di fondi aggiuntivi.
Al momento Fortis è forse al centro anche di pressioni speculative che vanno al di là dell'oggettiva situazione di bilancio. La radice della sua vulnerabilità sta però, secondo vari analisti, proprio in una strategia espansiva troppo disinvolta, culminata con l'aquisizione di parte delle attività di Abn-Amro per 24 miliardi cash. Una cifra non da poco se si considera che ora la capitalizzazione del gruppo Fortis è di soli 12,2 miliardi di euro. Il gruppo ha affermato di aver già identificato attività del valore di 10 miliardi che potrebbero essere liquidate. E ha indicato che per questi assets «il concreto interesse di acquirenti potenziali è già stato manifestato». Inoltre si è sottolineato che la necessità di capitali non è immediata, ma si concretizzerà nell'arco di 12-18 mesi. Va anche ricordato che nei mesi passati l'olandese Ing e Bnp Paribas sono state indicate tra le concorrenti interessate a rilevare Fortis, prima istituzione finanziaria del Belgio e seconda in Olanda con ben 85mila dipendenti.
Il gruppo belgo-olandese ha anche precisato ieri che, nonostante le voci allarmanti, solo il 3% del totale delle attività del settore bancario e al dettaglio sono state smobilizzate da clienti. Del resto, per evitare ogni ondata di panico anche il primo ministro belga Yves Leterme e il ministro delle Finanze, Didier Reynders, sono intervenuti per ricordare che i depositi sono garantiti dal Governo e che ogni attività speculativa su Fortis verrà monitorata.
Attraverso interviste e una conference call con i giornalisti, Verwilst ieri si era detto «sconcertato» dalle ondate di vendite di titoli Fortis, considerate immotivate. «Il prezzo delle nostre azioni non riflette il vero valore dell'azienda – aveva affermato Verwilst – come dimostrano tutti i report indipendenti più recenti». Fortis ha poi sostenuto che il gruppo ha fondi supplementari di liquidità e ha sottolineato che, oltre alla divisione bancaria, dispone di un solido settore assicurativo, e quindi ha «un'esposizione diversificata».
Il titolo di Fortis già giovedì aveva fatto uno scivolone che lo aveva portato a perdere già il 20% in corso di seduta sull'onda di voci secondo cui la Banca centrale olandese avrebbe chiesto a Rabobank di mettere a disposizione di Fortis della liquidità. Le smentite delle due banche avevano poi permesso al titolo di recuperare parzialmente e di limitare le perdite al 6,3%. Il nervosismo e l'incertezza sulla capacità di Fortis di raccogliere le risorse necessarie si sono però rafforzate ieri, provocando il secondo, ancor più visibile, scivolone.

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