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Ft: "mal di testa" italiano
per le banche a processo sui derivati

di Elysa Fazzino

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18 MARZO 2010

“Mal di testa italiano” per le quattro banche a processo per la vendita di derivati al comune di Milano. Sul blog FT Alphaville del Financial Times si percepisce una certa inquietudine, all’estero, dopo il rinvio a giudizio per truffa di Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs e Depfa. Scrive Joseph Cotterill: «La crociata anti-derivati dei pm italiani ha messo una marcia in più», «l’annuncio del processo fa seguito a una lunga campagna legale contro le banche da parte delle autorità milanesi», dopo «una lunga storia d’amore» delle autorità locali italiane con i derivati.

Il caso «alimenterà il dibattito globale sull’uso dei complessi derivati», afferma nella sua corrispondenza da Milano Vincent Boland. Le quattro banche affronteranno un processo a Milano per frode aggravata in relazione a un pacchetto di swap del 2005 collegati a un bond a scadenza trentennale da 1,68 miliardi di euro. Il processo inizierà il 6 maggio.

La mossa milanese – nota il Ft - arriva proprio mentre le banche d’investimento sono accusate di avere aiutato la Grecia a falsificare le cifre del debito nazionale attraverso l’uso dei derivati per potere aderire all’euro. «Questo – continua Boland - ha scatenato timori che altri stati e autorità locali possano andare incontro a enormi perdite per le transazioni finanziarie fatte durante il boom del credito».

«E’ chiaro che le municipalità non capivano i rischi e i costi che si assumevano. Il caso chiarirà chi ha la responsabilità per questo», afferma l’avvocato milanese Dario Loiacono, citato dal Financial Times.

I processi di Milano prendono in «trappola» banche che hanno sede fuori dall’Italia, titola il Wall Street Journal. «E’ la prima volta al mondo che le banche devono essere processate per la vendita di derivati alle municipalità», ha detto al telefono Alfredo Robledo, il pm titolare dell’inchiesta. Il Wsj dà spazio alle dichiarazioni in cui le banche si difendono e negano di avere perpetrato una truffa ai danni del comune di Milano.

Il New York Times fa notare che Milano è una delle tante città italiane che hanno stipulato swap – contratti in cui un tasso d’interesse fisso viene scambiato per uno variabile – nella speranza di risparmiare sui pagamenti degli interessi. «Le città italiane si stanno arrabattando per cancellare i loro swap prima che i tassi d’interesse aumentino, come è ampiamente previsto, facendo salire le spese», scrive Eric Silvers citando il Sole 24 Ore. Le autorità locali hanno 35,5 miliardi di euro di debito collegato a contratti derivati.

«Se le banche sono giudicate colpevoli, tutti gli accordi di swap con le città italiane potrebbero essere messi in discussione e altre banche potrebbero affrontare imputazioni analoghe», scrive il Nyt riportando le dichiarazioni di un ex dirigente di una delle banche indagate.

Robledo, ricorda il quotidiano Usa, il mese scorso ha ottenuto la condanna di tre dirigenti di Google per violazione della privacy per un video che mostrava un ragazzo disabile maltrattato.

La notizia del rinvio a giudizio delle quattro banche fa titolo su parecchi altri siti internet dei media esteri. La Bbc mette online l’immagine del Duomo: «Milano dice che va incontro a perdite di milioni di euro come risultato dell’accordo», recita la didascalia. Le banche sono accusate di avere arrecato un danno di 100 milioni di euro.

Il Times di Londra fa notare che quasi «500 città italiane, grandi e piccole, affrontano grandi perdite sui contratti, che andranno su man mano che salgono i tassi d’interesse».

In Puglia, aggiunge una Reuters che si può leggere su El Mundo, la magistratura indaga su contratti di derivati firmati con Merril Lynch, proprietà di Bank of America, che potrebbero avere provocato 870 milioni di euro di perdite. La vicenda è seguita in Francia, tra gli altri, dai siti di Les Echos e Le Monde.

Al di là del caso italiano, nel dibattito globale sui derivati, va segnalata un’analisi di Newsweek intitolata: «Il più strano strumento finanziario del mondo» Si tratta dei credit default swaps sui debiti sovrani. «Perché si comprano polizze di assicurazione che pagano solo se gli Usa vanno in bancarotta?», si domanda Daniel Gross. Molte delle innovazioni presentate come nuovi modi di investire, afferma, si sono rivelate solo un’altra forma di scommessa spericolata.

Quattro banche rinviate a giudizio per i derivati al comune di Milano


18 MARZO 2010
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