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Molti amici e nemici giurati
Ai primi di giugno, gli imputati dell'attentato di tre anni fa che per poco non gli costava la vita, processati da una corte di Mosca, sono stati assolti nonostante i pesanti indizi a loro carico. Segno che ancora Chubais resta "l'uomo più odiato di Russia", per quella campagna di privatizzazione che creò la casta degli oligarchi, impoverì il Paese e milioni e milioni di persone, ma al tempo stesso creò alcune basi della ripresa putiniana.
Coinvolto nei secondi anni Novanta in un grave scandalo di corruzione (qualche centinaio di migliaia di dollari elargitigli per un libro mai scritto dall'oligarca dei metalli preziosi Potanin, ancora oggi sulla cresta dell'onda, come leader del gruppo Interros), Chubais non è mai restato lontano dai grandi centri decisionali dell'economia.
Infatti, è l'unico tra i maggiori collaboratori di Eltsin ad essere riuscito a sopravvivere nell'era Putin come grande dirigente di un settore vitale dell'economia.
Forse si riposerà "due anni", come desidera, o si rimetterà ben presto al lavoro. Si dice, in questi giorni, che presso l'Ue rappresenterà gli interessi e i progetti del potente sindacato degli imprenditori russi (la Rspp).
Il periodico "Kommersant-Vlast", per commentare l'uscita di scena dell'ormai ex-presidente di Ees, ha rivolto a varie personalità russe questa domanda: «Cosa meriterebbe Chubais ?».
«Gli elogi più alti» e «i ringraziamenti più fervidi» – hanno risposto alcuni, come il giovane oligarca Prokhorov e un politico liberale come Boris Nemtsov.
«Quel che di solito si infligge ai criminali di guerra» – ha risposto invece Vladimir Kvachkov, ex-colonnello del Gru (Servizi segreti militari) e uno degli imputati assolti al processo per l'attentato del 2005.
«La prigione a vita» – ha affermato il leader comunista Zjuganov – «e solo per le privatizzazioni che hanno reso allo stato solo il 3% del valore dei beni statali svenduti».
Anatolij Chubais non facilita giudizi distaccati, come si vede.