ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO

Il 5 per mille, se la solidarietà è tradita. Nell'elenco anche lo Yacht Club dell'Aga Khan

di Marco Peruzzi e Elio Silva

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
10 APRILE 2008

Ora che le candidature al 5 per mille del 2008, benché provvisorie, sono pubbliche, l'evidenza dei numeri conferma una realtà già da tempo segnalata dal nostro giornale: l'opzione più amata dagli italiani ha cambiato pelle.
Tra i possibili destinatari della "donazione Irpef" quest'anno non ci sono solo il volon-tariato e la ricerca scientifica e sanitaria. L'allargamento alle associazioni sportive dilettantistiche ha aperto la strada a enti e associazioni di vario genere. Tanto che, nei nuovi elenchi dei possibili destinatari, figurano bocciofile, polisportive, associazioni di calcio a cinque, calcetto, calciotto, subbuteo e calcio-balilla. Ci sono il bridge, il burraco e gli scacchi, il golf e il cricket. E poi palestre, dancing club, snowboard, un'ottantina di associazioni di cronometristi e perfino lo «Yacht club Costa Smeralda», località Porto Cervo (Ss),di proprietàdell'Aga Khan.
Nato a beneficio del volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria (con l'aggiunta delle attività a carattere sociale dei Comuni, che però sono state depennate dopo il primo anno di sperimentazione) e votato da 14,5 milioni di contribuenti nel 2006, unico esercizio per il quale è stato reso noto il riparto, il 5 per mille subisce così l'«invasione»di oltre 43.583 nuovi soggetti,ammessi dal Parlamento attraverso la legge di conversione del decreto 248/07, il cosiddetto "milleproroghe".
Un inserimento fortemente voluto, a giudicare dal fatto che era anche stata approvata una sanatoria con effetto retroattivo solo per le realtà che si fossero già iscritte nei primi due esercizi, ma che comunque quest'anno produce effetti ben più vistosi, considerata l'ammissione in via automatica di tutte le associazioni dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni.
Il primo risultato è stato la moltiplicazione della platea dei candidati: 77.823 secondo l'elenco provvisorio, contro i 31.773 del 2007 e i 28.678 del primo anno, dei quali tra l'altro solo 20.958 erano stati ammessi. Le associazioni sportive dilettantistiche ( 43.583) prevalgono ora sulla categoria degli enti di volontariato (33.791 fra Onlus, associazioni e fondazioni) mentre resta sostanzialmente invariato il numero degli enti di ricerca sanitaria (90), scientifica e universitaria (359).
A denunciare i possibili contraccolpi è Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per le Onlus e guru del Terzo settore in Italia: «L'aver allargato il parco degli aventi diritto provocherà certamente un effetto di redistribuzione. Ma accanto a questo si potrebbe verificare anche un effetto perverso di disaffezione da parte dei contribuenti. Se i cittadini avranno l'impressione che il 5 per mille finanzia chicchessia, potrebbero non sottoscrivere più l'opzione.Questo non significa-aggiunge Zamagni - che l'attività sportiva dilettantistica non sia meritoria. Il punto è un altro: la norma era nata per finanziare soggetti del volon-tariato, della ricerca scientifica e sanitaria. Se si continuano a cambiare le leggi e a tirarle dove si vuole, di certo non si favoriscono la consapevolezza e l'adesione dei contribuenti ».
I dubbi sull'allargamento dei soggetti ammessi al 5 per mille non si fermano qui. «L'inclusione delle fondazioni nazionali di carattere culturale - ricorda Vilma Mazzocco, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative e portavoce del Forum del Terzo settore- ci preoccupa per la genericità della formulazione, che può dare luogo a problemi interpretativi».
«Il no profit è molto ampio», commenta da parte sua Marco Granelli, presidente di Csv. net, il coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato. «Era immaginabile che, essendo il 5 per mille un'agevolazionea forte attrattività, si sarebbe via via allargato il campo di applicazione. Ma il problema vero resta quello di dare a tutti le stesse possibilità. In questo contesto vengono indubbiamente penalizzate le realtà di volontariato più piccole, che non possono sostenere i costi di campagne di sensibilizzazione e che avrebbero bisogno di strumenti per fare rete ». Ma le critiche vengono anche dai "grandi". Per il presidente nazionale Acli,Andrea Olivero, il 5 per mille «è stato trasformato in una farsa. L'allargamento – spiega – in realtà premia fondamentalmente un certo tipo di sport agonistico. Scorgendo l'elenco ci si rende conto di essere di fronte non solo ad associazioni di promozione sportiva per i giovani, ma anche ad attività, ancorché dilettantistiche, tuttavia finalizzate all'agonismo. Che,tra l'altro,godono anche dei sostegni del Coni».
Lo strumento del 5 per mille, insomma, «è stato inquinato se non addirittura snaturato». Lo sostiene anche Andrea Tieghi, presidente dell'Avis,il quale lancia una proposta di trasparenza: quella di rendicontare ogni anno - al limite anche solo attraverso pubblicazioni su internet - le spese sostenute grazie ai finanziamenti dell'anno precedente, come del resto prevede anche una disposizione ad hoc nella legge Finanziaria per il 2008.
Che ci sia bisogno di chiarezza lo pensa anche Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas italiana. «Con l'attuale normativa – è la sua domanda retorica –siamo in grado di gestire questo strumento? E siamo in grado di stabilire con precisione chi sono i beneficiari effettivi? Le risposte negative a entrambe queste domande – aggiunge Marsico –portano a concludere che la questione va rivista prima in termini amministrativi e poi normativi ». Guai a non farlo.Sarebbe senz'altro un errore per Giangi Milesi, presidente Cesvi. «Il 5 per mille –dice –è il forte,significativo tentativo italiano di accorciare la distanza che abbiamo rispetto al resto del mondo sul non profit. Purtroppo, però, la sensazione è che la politica abbia osteggiato questo istituto mettendolo sempre in discussione. Ridisegnandone continuamente i confini e non stabilizzandolo mai, si ha quasi l'impressione che ci siano resistenze statalistiche bipartisan rispetto a un'idea di sussidiarietà.Non so –aggiunge Milesi – quale sia la risposta migliore da dare. Noi abbiamo partecipato alla richiesta di stabilizzazione e la ribadiamo anche oggi. Anche se l'inserimento di tante nuove associazioni di vario genere non dà affatto fiducia».

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
22 maggio 2010
21 maggio 2010
21 maggio 2010
20 maggio 2010
20 aprile 2010
 
Gli esperti del ministero rispondono a tutti i dubbi sugli incentivi
La liquidazione: rimborsi e debiti
I redditi da dichiarare
La salute e gli altri sconti
La famiglia e la casa
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-