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SPECIALE ELEZIONI 2008
Bossi ministro delle Riforme? Berlusconi frena
di Nicoletta Cottone

Bossi ministro delle Riforme? Silvio Berlusconi frena. «A me non ha chiesto niente nessuno e poi le condizioni di salute sono quelle che sono...», dice il Cavaliere da Alghero, prima tappa del tour sardo. Il leader del Carroccio nella mattinata continua a confermare che sarà lui il prossimo ministro delle Riforme, salvo poi far sapere che non aspira alla poltrona. «Io sto benissimo - dice Bossi - sono uno che viene dalla strada, poi, e quindi non è un problema essere ministro. Se me lo chiedono ... ». Berlusconi poi lo difende dalle accuse fatte al leader della Lega Nord, che ieri ha lanciato un attacco al Governo sulla scheda elettorale, riprendendo la metafora dei «fucili padani» da imbracciare se non verrà risolta la «porcata» delle schede elettorali. «Anche Bossi ha detto "non interpretatemi male", ha avuto quello che ha avuto e si esprime per slogan. I fucili non ci sono». Il Cavaliere minimizza. «Quante volte - ha aggiunto Berlusconi - Bossi ha detto "i fucili, i fucili". Per lui abbracciare i fucili vuol dire che farà una battaglia politica forte sulle schede».

Le parole di Bossi non fanno preoccupare il Cavaliere: se il Pdl vincerà le elezioni la Lega è un alleato fidato. «Dalla Lega - dice Berlusconi - non avremo nessun problema. Non si è mai verificato nei cinque anni del nostro governo che ci fosse un solo punto in cui la Lega ha contrastato l'Esecutivo. I contrasti sono venuti dall'Udc».

Dal comizio di Taranto arriva la risposta di Veltroni sulla vicenda Bossi e schede elettoriali. «Ieri - dice il leader del Pd - è successa una cosa seria e grave: una persona indicata dal mio avversario come ministro delle Riforme istituzionali ha dichiarato che se non cambiano le schede elettorali imbracceranno i fucili. Quelle schede sono il prodotto del ministro Calderoli, sono il frutto della loro legge elettorale. Vuole imbracciare i fucili contro i suoi colleghi di coalizione?».

Sulla questione schede elettorali getta acqua sul fuoco il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. «Ormai la frittata é fatta, certamente non si possono rinviare le elezioni», anche se ribadisce che «dal primo momento noi dell'Italia dei valori abbiamo detto che la scheda elettorale non rende giustizia della verità», rischiando di confondere l'elettore inducendolo all'errore. Ormai, però, è inutile continuare a recriminare.




7 aprile 2008

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