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| SPECIALE ELEZIONI 2008 | |
| Veltroni: «La distanza fra Pd e Pdl è di soli 4 punti»
di Nicoletta Cottone
La distanza tra Pd e Pdl è di soli quattro punti. Diminuisce, dunque, la forbice fra i due partiti maggiori che si contendono la vittoria nella prossima tornata elettorale. Walter Veltroni, ospite di Porta a porta, in onda questa sera, sottolinea che questo è il dato «più interessante» rilevato dai sondaggi e «non solo dai miei, è un dato che emerge dai sondaggi di tutti gli istituti». Commentando i dati esposti da Renato Mannheimer negli studi della trasmissione di Bruno Vespa, secondo i quali il Pdl sarebbe a quota 44% e la coalizione di Veltroni (Pd più Idv) al 37,5%, con una differenza tra le due coalizioni di 6,5 punti, il leader del Pd sottolinea che «la differenza più interessante è che tra Pdl e Pd ci sono quattro punti», inoltre «l'alleanza tra Lega Nord e Pdl è differente da noi perché avremo un solo gruppo parlamentare e un solo programma con Idv. C'è una bella differenza di coesione». L'obiettivo, spiega Veltroni, «qui non è vincere le elezioni, ma cambiare il Paese». E se sarà pareggio? «Riforme, dopo di che bisognerà tornare al voto».
Non è mancata una frecciatina al Cavaliere. Il contratto con gli italiani firmato da Silvio Berlusconi nel 2001 a "Porta a porta" non é stato rispettato: sull'abbattimento della pressione fiscale e sull'aumento di tutte le pensioni basse il Cavaliere non ha mantenuto fede all'impegno, dice Veltroni. «La congiuntura internazionale - sottolinea Veltroni- che c'era durante gli anni di governo di Berlusconi non basta a spiegare le mancate riforme perché in quel periodo Francia e Spagna andavano come treni mentre noi siamo rimasti fermi».
Le liste? Un vero e proprio «record mondiale», dice Veltroni, chiuse «una settimana prima della scadenza fissata quando di solito si finisce la sera prima con lanci di ortaggi vari». Un risultato ancora più importante, sottolinea l'ex sindaco di Roma, se si pensa che il Pd è nato dalla fusione di partiti diversi ed era lecito aspettarsi qualche difficoltà in più. E risponde alla protesta di Emma Bonino che ha minacciato di non candidarsi come capolista in Piemonte in segno di protesta per il non mantenimento dei patti da parte del Pd (nove eletti radicali nelle liste). «A quanto mi risulta - dice Veltroni - i nove eletti radicali ci sono».
Sul fronte della candidature il candidato premier del Pd rivendica di aver raddoppiato il numero delle donne che saranno elette, di avere una ventina di giovani fra i 20 e i 30 anni, di portare in Parlamento un pezzo di società importante, da Veronesi a De Sena, da Colaninno a Calearo, fino al generale Del Vecchio. «Per la prima volta - dice l'ex sindaco di Roma - una persona in carrozzella verrà eletta. Si tratta di Ileana Argentin, che è stata mia delegata al Comune di Roma per i problemi delle persone con handicap: potrà portare in Parlamento i problemi dei disabili». Alle critiche del leader della Sinistra arcobaleno Fausto Bertinotti sulla presenza nelle liste del Pd di operai e imprenditori, dice che «il lavoro é un tema centrale del nostro programma e combattere la precarietà, che è una delle nostre priorità, non é in contraddizione con l'essere anche un partito della piccola e media borghesia. La lotta di classe é ormai storia». | |
| 4 marzo 2008 | |
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