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A consolidare l'immagine di un Papa ostile agli ebrei e indifferente al loro destino contribuì, credo, anche il duro clima del dopoguerra, il rifiuto di Pio XII, ora che la Chiesa era libera da timori e che i nazisti erano sconfitti, di iniziare una riflessione sulla tradizione antigiudaica della Chiesa e di valutarne il peso nella tragedia appena avvenuta. Una riflessione che gli veniva sollecitata da più parti, non ultima dai movimenti ebraico-cristiani che si stavano formando sull'onda della Shoah. Così, la Chiesa non accolse allora - lo farà anni dopo Giovanni XXIII - le richieste di dialogo recate da Jules Isaac al Papa. E quando un illustre convertito, l'ex rabbino di Roma Zolli, chiese di abolire il termine «perfidi giudei» dalla liturgia del venerdì santo, il Papa addusse che non era ancora giunto il momento. Ma se non allora, quando?
Anna Foa insegna storia moderna
all'Università di Roma La Sapienza