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Da Sky una diretta «surreale»

di Stefano Biolchini

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8 marzo 2010
George Clooney ed Elisabetta Canalis alla notte degli Oscar (AP)

Non pretendevamo l'eleganza competente di Lello Bersani; ma neppure avremmo voluto la brutta copia d'affettuosità recensive alla Mollica. Ovvero, quel che ha offerto la diretta di Sky. C'erano una volta in studio un biondo-rossiccio principe azzurro, Francesco Castelnuovo, e un critico pressocché invisibile, Gianni Canova. E poiché la serata da Los Angeles non offriva grandi spunti, dallo studio Sky, abbandonata la cronaca ed evitata come la peste la critica, si virava invariabilmente verso la fiaba surreale. Abbiamo appreso in sequenza dal conduttore, sempre in posa molto Vogue, che Anna Kendrick, candidata come miglior attrice non protagonista, "farà un po' di strada". Massima da scolpire, questa, nel suo voler dire tutto e niente e molto prêt-à-porter dal momento che nessuno potrà mai smentirla. Giusto per andare sul sicuro. Anche perché la suddetta ha solo 24 anni...

A commento del red carpet, il nostro, perennemente in cerca d'argomenti di critica cinematografica, ha decretato che il vestito della Elisabetta Canalis era d'un "rosso che non era molto caldo". Non gli piace il carminio? Forse che il suo spettro è sintonizzato solo sul magenta? Probabilmente, ma non è dato sapersi con certezza, il suo è solo il rosso fuoco. Quello della passione per intenderci... Nel duetto con l'esperta di moda fuori studio, il conduttore di Sky aveva evidentemente ritagliato per sé il ruolo più congeniale e piacione: quello di difensore d'ufficio di tutto e tutti. Dopo aver sostenuto le mise anche più improbabili delle attrici in passerella il Castelnuovo, tra uno sguardo ammiccante da fascinoso del "pied a terre dirimpetto alla Casa del grande fratello" e i tanti "eh"di sospensione alla ricerca di introvabili frasi ad effetto, ha ritenuto di dover riservare la verve critica contro l'unica ospite nostrana della serata, la bellissima Elisabetta Canalis-in-forse Clooney. Il che, deve aver pensato, fa sempre molto intellettual-snob-blasè. Che va sempre bene in tv, specie se si parla (poco) di "cinema". Ma va bene così, alle tre del mattino sei quasi disposto ad accettare tutto. Quasi. Perché un'unica contrizione ha smosso per un attimo questo erede versione Sky di Mike Bongiorno: "il tappeto rosso mi sovrasta" ha detto il Castelnuovo. Letteralmente. Proprio così ha detto. Il tappeto! 10 in autocritica. Peccato che sia tardi per le riflessioni introspettive da auto-analisi. Quanto a Gianni Canova non si è capito bene cosa facesse in studio. Sembrava interessante. Ma zac, Castelnuovo arrivava imperterrito sempre sul più bello con i collegamenti da Los Angeles e con il traduttore in perenne rincorsa. Ci sarebbe piaciuto sentirlo. Non è stato possibile o abbiamo dormito?

8 marzo 2010
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