“Cantata dei Pastori” torna in scena con la “maschera” napoletana di Peppe Barra
Al Teatro Nazionale il musical “Sister Act”, con la musica soul, funky e disco del pluri Oscarpremiato Alan Menken
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La nascita di Cristo vista attraverso gli occhi di due napoletani in fuga (o per lavoro) in Palestina: la seicentesca “Cantata dei Pastori” ritorna in scena, fra Napoli e Roma, con la “maschera” napoletana di Peppe Barra.
Da una Betlemme napoletana alle suore americane del musical “Sister Act”, fra soul, funky e disco anni '70, in scena durante le feste al Nazionale di Milano. Grosso cambio di atmosfera a Zurigo, con la vocalità seicentesca che ci racconta le sfrenatezze dell'imperatore Eliogabalo.
Napoli e Roma
Il 25 e il 26 al Teatro Politeama di Napoli e poi dal 3 al 15 gennaio alla Sala Umberto a Roma la “Cantata Dei Pastori” di Peppe Barra e Lamberto Lambertini, musiche di Giorgio Mellone. Un testo del Seicento, scritto dal gesuita Andrea Perrucci, che si è continuato a mettere in scena fino ad oggi. Anno dopo anno il copione è stato arricchito con tutti i linguaggi, alti e bassi del Teatro: farsa, avanspettacolo, commedia dell'arte, musical. Ecco due napoletani, poveri: Razzullo, scrivano, è capitato in Palestina per il censimento voluto dall'Imperatore romano; e Sarchiapone, suo compaesano, in fuga per i crimini commessi. Incrociano Maria e Giuseppe, che sono alla ricerca di un riparo sicuro a Betlemme, dove dare alla luce Gesù. Il viaggio viene ostacolato da Belfagor, il demonio, con l'intento di impedire che il potere del bene arrivi sulla terra e che l'umanità si possa redimere dal peccato originale. Allo stesso tempo la coppia viene protetta dalla spada di Gabriello Arcangelo.
Milano
Fino all'8 gennaio al Teatro Nazionale il musical “Sister Act”, con la musica soul, funky e disco, anni '70, del pluri Oscarpremiato Alan Menken (autore di La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Aladdin, Newsies, La Piccola Bottega degli Orrori, fra gli altri). Tratto dall'omonimo film del 1992 che consacrò Whoopi Goldberg nell'indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”. Interpretata da Gloria Enchill, Deloris Van Cartier è una scatenata cantante di night e, suo malgrado, la scomoda testimone di un omicidio. Per proteggerla la polizia la mette al sicuro in un convento. Travestita da suora e costretta ad una condotta che non le si addice, faticherà non poco per adattarsi alle rigide regole di comportamento imposte dalla rigorosissima Madre Superiora, ma finirà per conquistare tutti, trasformando uno stonato coro di suore in un fenomeno musicale.
Zurigo
Il 26-30 dicembre e il 7 gennaio all'Opernhaus ultime tre recite di “Eliogabalo”, del grande seicentesco Francesco Cavalli. Eliogabalo fu nominato imperatore a 14 anni nel 218 d.c. e fu brutalmente assassinato solo dopo quattro anni a causa dei suoi eccessi. Il regista Calixto Bieito, che ha già curato a Zurigo un'”Incoronazione di Poppea” di grande successo, ce ne racconta la vicenda veramente “over the top”; Dmitry Sinkovsky dirige l'orchestra di strumenti d'epoca La Scintilla; nel ruolo del titolo Yuriy Minenko.