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Territorio e crescita protagonisti a Trento

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festival dell’economia

Territorio e crescita protagonisti a Trento

Lo scorso anno, la decima edizione del Festival dell’Economia ha messo in luce il tema delle disuguaglianze, eredità pesante della grande crisi da cui tuttora fatichiamo a uscire. La prossima edizione, in programma a Trento dal 2 al 5 giugno, presentata ieri a Roma, accenderà i riflettori sui «luoghi della crescita». «Abbiamo intuito – spiega il direttore scientifico del Festival, Tito Boeri – quanto il contesto urbano, l’ampiezza e la natura delle reti di relazioni che permette di sviluppare, siano importanti nel promuovere o inibire la mobilità sociale». L’undicesima edizione punta ad analizzare più a fondo il territorio, aprendo una riflessione a tutto campo su un’area riscoperta solo di recente dagli economisti. È l’economia dello spazio, della geografia economica, dei territori, quali luoghi della crescita, di quella crescita che stenta a ripartire, inchiodata com’è tra lo 0,8% registrato lo scorso anno e l’1,1% previsto per il 2016 dalle ultime stime primaverili della Commissione Ue.

La parola dunque a economisti, urbanisti, demografi e sociologi esperti di processi di agglomerazione, ma anche ai soggetti maggiormente coinvolti nel governo dei territori. Si parte dalla premessa – osserva Boeri – che la crescita rapida o il declino di un’area «pongono complessi problemi di governance, non solo a livello locale». Soprattutto se si considera quanto ci trasmette la geografia economica del mondo: una crescente concentrazione della crescita in poche grandi città in grado di attrarre capitale umano e di stimolare l’innovazione. «Vi sono molte new entry e molte retrocessioni nelle gerarchie urbane del mondo. Lo studio della crescita economica e demografica di queste nuove realtà è fondamentale per capire non solo gli ingredienti necessari per la crescita economica, ma anche il loro mix ottimale e la ricetta che occorre applicare se la si vuole stimolare».

Si parte il 2 giugno con la conferenza di Enrico Moretti, economista dell’Università di Berkley, sul tema della nuova geografia del lavoro, e con l’indiano Kaushik Basu, senior vice-president della Banca mondiale sul tema delle economie emergenti. In serata due architetti del calibro di Mario Botta e Vittorio Gregotti dialogheranno su come inventare gli spazi pubblici, «nel rapporto tra creatività e vincoli urbanistici e di mercato». Il 3 giugno la parola passa ai territori, con i governatori di Trentino, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia Ugo Rossi, Debora Serracchiani e Roberto Maroni che si confronteranno sui temi della crescita e delle politiche regionali. Jörg Asmussen, già membro del board della Bce e sottosegretario presso il ministero federale tedesco del lavoro e degli affari sociali, discuterà del futuro dell’Unione europea dal punto di vista della Germania. E poi il tema dei rifugiati, che sta ponendo a dura prova la sopravvivenza stessa dell’Unione europea, al centro della conferenza di Christian Dustmann professore di Economia all’Università College di Londra e direttore del Centro per la ricerca e l`analisi delle migrazioni. A Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, il compito di focalizzare la riflessione sulla «geografia della corruzione».

Sabato 4 giugno, uno degli appuntamenti più attesi: François Villeroy ed Ignazio Visco, governatori delle banche di Francia e d’Italia, si confronteranno sull’ipotesi di istituire un ministero delle finanze europeo. La parola poi al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e a Raj Chetty sul rapporto fra geografia e longevità. Infine nella giornata di domenica 5 giugno, gli esponenti del governo: prima il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sul tema «Web, robot e la fine del lavoro», poi il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan che propone un dialogo su «Fiducia, solidarietà e crescita». In chiusura, gran finale al Teatro Sociale con la conferenza del premio Nobel 2001 in Scienze Economiche Michael Spence.

Fra le novità di quest’anno un nuovo formato, «spotlight», con tre approfondimenti sul caso Atlante con Alessandro Penati, sui Panama Papers con Vincenzo Visco e sulla vicenda Mondadori-Rizzoli con Marco Gambaro. Teniamo molto a segnalarvi – ha osservato Giuseppe Laterza nel presentare la nuova edizione del Festival insieme a Boeri, Innocenzo Cipolletta, Ugo Rossi, e Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento – che nella mattinata del 4 giugno Giuliano Amato, John Lloyd, Roberto Napoletano e Marcella Panucci, parleranno al Teatro sociale elle sfide del giornalismo economico. Dibattito organizzato in ricordo del vice direttore del Sole24Ore Fabrizio Forquet, scomparso lo scorso 2 aprile.