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La blockchain? Può sostituire anche il Catasto degli immobili

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La Crypto Valley Association si espande a Lugano

La blockchain? Può sostituire anche il Catasto degli immobili

La blockchain? Può essere utilizzata nel settore immobiliare per sostituire il Catasto ma anche nel campo della cybersecurity o delle opere d’arte. Ne è convinto Gianni Minetti, responsabile del Capitolo Southern Alps della Crypto Valley Association, un'organizzazione non profit nata nel Cantone di Zug, in Svizzera, con l'obiettivo di sviluppare la tecnologia blockchain.
L'associazione ha costituito nei giorni scorsi il Capitolo Southern Alps, che in Canton Ticino e nell'Italia del Nord cercherà di aggregare competenze, know-how e risorse sul tema.

Blockchain anche per il Catasto e per le opere d'arte

«Abbiamo fondato l'associazione all'inizio dello scorso anno - racconta Vasily Suvorov, vice presidente della Crypto Valley Association -. Quando l'abbiamo realizzata l'idea era di fare in modo che a Zug venisssero create nuove società focalizzate sulle applicazioni della blockchain e delle criptovalute».

Nata con dieci soci, l'associazione conta oggi circa 500 aderenti. «Abbiamo differenti tipologie di società - prosegue Suvorov –, ovviamente molte start up che vogliono realizzare in Svizzera una Ico (Inicial coin offering) ma abbiamo anche fondi di investimento, società di asset management, società di sviluppo di software, società finanziarie e legali. Da Lugano, invece, cercheremo di aggregare nell'associazione anche le imprese italiane».

«I sistemi basati su blockchain stanno vedendo molteplici applicazioni, con grandi benefici per le comunità, le persone e le imprese. Il nostro obiettivo è facilitarne l'utilizzo trasversale, facendo chiarezza e aumentando la fiducia nei confronti di questa tecnologia», aggiunge Minetti

Tra i primi impegni del Capitolo Southern Alps ci sarà quello di rendere disponibile il Codice di condotta per le Ico della Crypto Valley Association alle start-up e alle aziende della regione. Il Codice dovrà servire a gestire le Ico in modo trasparente, prendendo in considerazione tutte le obbligazioni etiche, legali, fiscali e di sicurezza.

La presentazione a Lugano del Capitolo Southern Alps dell'associazione ha riscosso molto interesse ma è tutta la Svizzera a essere oggi un paese cryptomoney friendly. Nel 2016 il comune di Zug è stato il primo al mondo ad accettare pagamenti in monete virtuali fino a un importo di 200 franchi svizzeri e oggi nel cantone dove è nata la Crypto Valley Association sono arrivate decine di società che si occupano di criptovalute, attratte anche dal livello davvero basso della tassazione.

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