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I repubblicani hanno un conto aperto con la sanità (e i poveri)

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STATI uNITI

I repubblicani hanno un conto aperto con la sanità (e i poveri)

Di tutti i temi politici che ci dividono negli Stati Uniti, la sanità è quello che ha il maggiore impatto sulla vita dei cittadini comuni. Se i Democratici non fossero riusciti a far passare l’Obamacare, nel 2010, oggi ci sarebbero circa 20 milioni di americani in meno con un’assicurazione sanitaria. Se gli Stati controllati dai Repubblicani non si fossero rifiutati di espandere il Medicaid (il programma sanitario pubblico per gli indigenti) e in generale non avessero fatto tutto il possibile per non sostenere la legge, i progressi a livello nazionale avrebbero potuto tenere il passo con quelli realizzati, per esempio, dalla California, e altri 7 o 8 milioni di persone avrebbero potuto avere una copertura.

Ovviamente sapete da che parte mi schiero in questa contrapposizione politica. Ma sto iniziando a credere di aver frainteso le motivazioni dei Repubblicani.
Prima pensavo che il loro comportamento fosse cinico e strategico, che si opponessero alla riforma di Obama perché pensavano che ci fosse un tornaconto politico a spaventare la gente su cambiamenti futuri, e anche per negare a Obama la possibilità di mettere a segno un successo. Senza contare che i loro finanziatori vedevano come fumo negli occhi le tasse sui ricchi che servono a coprire la spesa per i sussidi previsti dall’Obamacare. E fino al 2016 potevano sperare di convincere gli elettori di avere un piano segreto per creare qualcosa di molto meglio della riforma di Obama.

Dirò di più: tutti questi elementi hanno sicuramente giocato un ruolo nella strategia del Partito repubblicano sulla sanità. Ma a questo punto è ormai chiaro che la discussione politica l’hanno persa. Nel 2017 i tentativi repubblicani di abrogare la riforma di Obama hanno dimostrato chiaramente, a tutti, che il loro partito non aveva idee migliori e non le aveva mai avute; tutto quello che proponevano avrebbe devastato la vita di milioni di persone.

Poi l’assistenza sanitaria è diventata il tema principale nelle elezioni di metà mandato del 2018, e gli elettori che lo consideravano il problema più importante hanno votato per i Democratici con un margine di tre a uno.

Insomma, logica avrebbe voluto che i Repubblicani lasciassero perdere. Trump avrebbe potuto fare quello che ha fatto con il Nafta: mantenere sostanzialmente inalterato l’Obamacare ma apportando qualche cambiamento qua e là, dandogli un nuovo nome – la Supermitica Sanità per Tornare a Far Grande l’America, o qualcosa del genere – e sostenere che fosse qualcosa di totalmente diverso e migliore.

E invece no. La maggioranza degli Stati controllati dai Repubblicani si rifiuta ancora di espandere il Medicaid, anche se la gran parte dei costi sarebbe sostenuta dallo Stato centrale. Lo Utah ha indetto un referendum sull’espansione del Medicaid, e il sì ha vinto largamente. Insomma, la volontà degli elettori è evidente, perfino in uno Stato molto a destra: eppure, i parlamentari federali del Partito repubblicano continuano a bloccare l’espansione.

E adesso l’amministrazione Trump, non essendo riuscita ad abrogare l’Obamacare quando i Repubblicani controllavano il Congresso, sta intentando una causa perché tutta la faccenda venga dichiarata incostituzionale dai tribunali, perché non c’è modo migliore per avviare la campagna elettorale del 2020 che togliere l’assicurazione a 20 milioni di americani, non vi pare?

Detto per inciso, quest’ultima mossa di Trump completa il suo assoluto tradimento nei confronti di chi lo ha mandato al potere. Pensiamo a un posto come la Virginia Occidentale, dove molte persone hanno ottenuto l’assicurazione sanitaria grazie all’espansione del Medicaid prevista dalla riforma Obama. Lo Stato, nonostante questo, diede una maggioranza schiacciante a Trump, perché aveva promesso di non tagliare l’assistenza sanitaria e anche di riportare i bei posti di lavoro di una volta nell’industria del carbone.

Il punto è che tutto questo non si può più considerare parte di un’astuta strategia politica, per quanto cinica e nefasta. Qui entriamo nell’ambito del patologico. Ormai è chiaro che i Repubblicani nutrono un odio profondo e irragionevole verso l’idea che la politica del Governo possa aiutare qualcuno a ricevere assistenza sanitaria.

Perché? La verità è che non lo capisco nemmeno io completamente. Forse è rabbia al pensiero che qualcuno possa ottenere qualcosa che non si è guadagnato da solo (a meno che non sia l’eredità di papà). Forse è l’idea che molte sofferenze gratuite siano o debbano essere parte della condizione umana, o del piano di Dio, o di qualcosa di simile. Cerco di capire come pensano gli altri, ma in questo caso ho serie difficoltà.

Qualunque sia la ragione, rimane il dato di fatto: a prescindere da ciò che dicono, i Repubblicani di oggi non sopportano l’idea che gli americani poveri della classe lavoratrice ricevano l’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno.

(Traduzione di Fabio Galimberti)

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