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Ei Towers fa shopping in Italia tra radio e tlc

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Ei Towers fa shopping in Italia tra radio e tlc

Tre operazioni già messe in cascina, in giro per la penisola, e un’altra, attualmente in fase di due diligence, che la società conta di chiudere per giugno. Ma il percorso di crescita di Towertel, il “braccio” attivo nella telefonia mobile di Ei Towers, la controllata Mediaset al cui timone siede Guido Barbieri, confermato per un terzo mandato dall’assemblea dei soci di fine aprile, è destinato a proseguire. «A cavallo d’anno - spiega al Sole 24 Ore, Carlo Ramella, presidente di Towertel e chief operating officer di Ei Towers - abbiamo raggiunto il closing di tre acquisizioni (Highland, Airnet e Isatech) concentrate su tutta la penisola, dalla Brianza al Sud Italia, che nel complesso valgono 1,5 milioni di euro di Ebitda aggiuntivo. E una quarta, sempre nella telefonia mobile, è in dirittura d’arrivo».

In totale, quindi, il contributo in termini di marginalità sarà pari a 2 milioni di euro. Ma altre tre aziende, tutte umbre, con un business a metà tra radio e telefonia, sono già nel mirino e potrebbero portare a quasi 4 milioni di euro il potenziale upside per l’Ebitda. «Entro fine anno - prosegue Ramella - potrebbero poi materializzarsi altre acquisizioni di piccola taglia tra terreni e piccole società dedicate alle tlc e alla radio». Un segmento, quest’ultimo, per il quale Ei Towers ha messo in pista una strategia di lungo periodo con acquisti mirati, dai multipli non elevati ma dal consistente ritorno economico, tenendo conto anche della leva finanziaria.

Così è nata EITRadio, sotto la guida dello stesso Ramella, che si propone, in virtù della sua expertise e potendo contare su un target potenziale molto ampio, come un consolidatore in un settore estremamente frammentato con una logica non troppo dissimile da quella del “braccio” telefonico, Towertel. E con i seguenti obiettivi. «Puntiamo ad arrivare a 28-30 milioni di Ebitda per Towertel nel prossimo triennio, mentre con EITRadio, da qui a tre anni, dovremmo essere in grado di toccare gli 8-10 milioni di contributo all’Ebitda, raddoppiando di fatto dal 4 all’8% l’incidenza sulla marginalità del gruppo». Che, comunque, non è rimasto con le mani in mano su quest’ultimo versante e ha fatto shopping lungo l’Italia, portando a casa lo scorso anno alcune realtà, dalla ligure Fortress alla pugliese Multireti, «che ora stiamo fondendo in EITRadio - chiarisce ancora il top manager - mentre le altre sono già state integrate con tutte le ricadute positive in termini di sinergie industriali e di costo». Un aspetto nient’affatto marginale per gli investitori che, fa osservare ancora Ramella, «mostrano di apprezzare la scelta della società di puntare su acquisizioni oculate, che non comportano esborsi eccessivi, ma che garantiscono importanti ritorni rispetto alle mega-operazioni cui assistiamo dentro e fuori i confini nazionali».

Insomma, Ei Towers procede lungo la strada del rafforzamento delle sue diverse gambe e guarda con interesse anche ad altri segmenti, come quello dei Das: i sistemi distribuiti di antenne che sostanzialmente consentono di avere una buona connettività in ambienti chiusi e dalla difficile copertura (per esempio, ospedali o centri commerciali). «Puntiamo a portare “in casa” almeno un paio di Das entro l’anno grazie all’operazione che abbiamo già nei nostri radar e che dovremmo riuscire a concludere per giugno», chiosa Ramella.

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