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Alitalia, la cordata Fs resta monca a 12 giorni dal termine

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Servizio |la partita sul vettore italiano

Alitalia, la cordata Fs resta monca a 12 giorni dal termine

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(Ansa)
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A 12 giorni dalla scadenza del termine per presentare l’integrazione dell’offerta ai commissari di Alitalia la cordata guidata da Fs rimane incompleta. Il rebus è politico, perché la partita tra il governo e Atlantia, l’ultimo soggetto che potrebbe “salvare” la cordata Fs e l’Alitalia, Atlantia, non si è sbloccata.

In cinque mesi e mezzo - le Fs hanno presentato l’offerta il 31 ottobre - sono state raggiunte adesioni per il 60% del capitale previsto della «Newco». Serve poco meno di un miliardo di euro (850-900 milioni). Le Fs hanno fissato il tetto del 30% per non farsi impiombare. Delta ha confermato ai massimi livelli l’adesione come partner industriale con il 15% e un investimento vicino ai 150 milioni. Il Mef metterebbe un altro 15% utilizzando, come rivelato dalle bozze del decreto legge crescita, i proventi per interessi (stimati in 145 milioni) sul prestito di 900 milioni concesso ad Alitalia dopo il commissariamento del 2 maggio 2017.

Atlantia si è detta «non interessata» ma i contatti con Fs, e con l’advisor Mediobanca, non si sono mai interrotti. «Sull’ingresso di Atlantia in Alitalia non mi esprimo, perché siamo al fotofinish di questa lunga gara, ci sono interlocuzioni in corso», ha detto ieri il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. L’a.d. di Atlantia, Giovanni Castellucci, si è schermito davanti ai soci che lo hanno confermato: «Abbiamo talmente tanti fronti aperti che aprirne un altro in più, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere».

La partita è politica, è nelle mani del M5S. La Lega ha già “riabilitato” la holding dei Benetton dopo le tensioni per la tragedia del crollo del ponte autostradale Morandi a Genova il 14 agosto 2018 (43 morti), che ha portato il governo ad avviare la procedura per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Di Maio ha minimizzato l’ipotesi di uno scambio con Atlantia sulle concessioni qualora la società di Castellucci accetti di investire 300 milioni nella «Newco» Alitalia e consenta di mandare in porto il piano di salvataggio.

«Non c’entrano niente le due cose e quello che stanno facendo i commissari non c’entra con quello che sta avvenendo nella commissione del ministero dei Trasporti sulle indagini e gli accertamenti sul ponte Morandi e su quello che non ha fatto Autostrade in questi anni», ha detto Di Maio, aggiungendo: «La promessa di ritirare le concessioni autostradali ad Autostrade sarà mantenuta».

I commissari Alitalia hanno cercato di rassicurare i sindacati sulla situazione della compagnia. Stefano Paleari ha confermato gli ultimi dati sulla cassa, dicendo che è a 484 milioni, oltre a 180 milioni di depositi in garanzia. Nella cassa ci sono anche parte dei ricavi derivanti dalla vendita di oltre 5 milioni di biglietti per l’estate (secondo Alitalia, sono nella cassa 350 milioni su oltre 600 di ricavi, perché non tutti i soldi delle vendite _ dice l’azienda _ entrano subito).

Salvatore Pellecchia della Fit-Cisl ha osservato: «Il piano industriale per il rilancio tarda ad arrivare. Tocca al governo, non può lasciare la responsabilità solo alle Ferrovie». La Fnta, che raggruppa Anpac, Anpav e Anp, ha detto che «di fatto l’azione dei commissari è esaurita. Paradossalmente le azioni messe in campo per l’ormai prossima estate produrranno gli effetti di incremento dei ricavi ma a fronte di un aumento delle perdite».

Al cda di Fs due giorni fa l’a.d. Gianfranco Battisti ha riferito che ci sono discussioni in atto e che prima del 29 aprile attende conferme da un altro partner industriale. Non ha fatto nomi. Si attendono eventuali mosse dal nuovo cda di Atlantia, dopo Pasqua.

In alternativa tornerebbe in pista Lufthansa, con il piano per rilevare poco più di metà dell’attività di volo di Alitalia. Ci sarebbero 5.000 esuberi.

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