Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2013 alle ore 15:43.

My24

«Il sistema industriale italiano è pronto» a sostenere l'affermarsi del comparto dell'accumulo energetico, un business che, nel mondo, è valutato intorno ai 6-7 miliardi. Nicola Cosciani, da oltre un anno presidente del Gruppo accumulo di Anie, la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche di Confindustria, descrive così un mercato dalle forti potenzialità. «A oggi, abbiamo volumi piuttosto limitati nell'ambito dei nostri mercati regolati, ma la tecnologia ha raggiunto un grado di maturità tale da avere bisogno di una veloce regolamentazione e di maggiori volumi dopo l'avvio significativo sostenuto da Enel e, in particolare, da Terna».

In questo senso l'accumulo «anche senza incentivi, può diventare un settore capace di generare occupazione». Questo, soprattutto, se accanto all'utilizzo industriale si affiancherà lo sfruttamento nel campo del residenziale. «Il mercato residenziale – aggiunge Cosciani – ha prospettive di riduzione dei costi e di autonomia energetica: può valere 2 miliardi in Germania e 1,5 in Italia. In Germania hanno già fatto un passo avanti, con la concessione, dal primo maggio scorso, di incentivi per l'acquisto di batterie di accumulo di taglia media e piccola». Enel e Terna sono un punto di riferimento: «Entrambe stanno percorrendo una fase sperimentale in questo settore avendo aperto gare per la fornitura di tecnologie di accumulo. Enel ha emesso 5 bandi di cui 4 già assegnati, Terna è prossima all'aggiudicazione dei suoi tre».

Un comparto che già vede sulla scena numerosi competitor su scala mondiale, i maggiori sono in Giappone, Corea, Stati Uniti, Francia e anche Italia. Un mondo che Cosciani conosce bene, in quanto direttore della divisione Energy storage di Fiamm, la storica azienda vicentina fondata e ancora oggi guidata dalla famiglia Dolcetta e specializzata in batterie. In particolare, Fiamm energy storage ha come missione la ricerca di soluzioni sostenibili per l'autosufficienza energetica e per la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso sistemi e prodotti per lo storage di energia da fonti rinnovabili. «I sistemi di storage sono destinati a rivitalizzare le rinnovabili – aggiunge Cosciani – e anche il comparto degli inverter, i convertitori di corrente. L'Italia ha un'industria in questo campo molto ben attrezzata e di primissimo livello. Oggi il fotovoltaico domestico garantisce il 20% del fabbisogno energetico, ma con la diffusione delle batterie per l'accumulo può arrivare anche all'80%, molto vicino all'indipendenza energetica».

La divisione di energy storage di Fiamm realizza sia sistemi di accumulo tradizionali, sia innovativi con batterie di nuova tecnologia al sodio cloruro di nickel (al sale). «Le batterie al sale stanno dando buoni risultati – dice Cosciani –: superano di molto i rendimenti del piombo acido, sono insensibile alle temperature esterne, non sono tossiche o incendiabili. Ne fanno uso i bus elettrici di numerose importanti città, di cui siamo fornitori, come Roma, Firenze e Bologna, ma anche Barcellona, Lione, Madrid, Quebek City. Sono pure impiegate nello storage dei gruppi di continuità di grandi aziende telefoniche». Fiamm sta valutando anche l'impiego della tecnologia al litio, specie nell'automotive, nei veicoli ibridi o full electric. L'azienda vicentina ha fatturato 540 milioni nel 2012 ed è presente in 60 paesi, con circa il 70% delle vendite realizzato all'estero.

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.