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Professioni digitali: ecco dove e come si può trovare lavoro

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dai dati di jobrapido

Professioni digitali: ecco dove e come si può trovare lavoro

Se la trasformazione digitale è sicuramente uno dei tormentoni del momento fra chi si occupa quotidianamente di nuove tecnologie, altrettanto “caldo” è il tema delle professioni legate al digitale. Gli studi in materia ormai si sprecano, anche se non tutti sanno cogliere le dinamiche strettamente legate alla domanda e all'offerta delle diverse posizioni professionali che compongono questo universo in continua espansione.

Un portale come JobRapido, forte di circa 25 milioni di offerte di lavoro processate ogni giorno online (di cui un milione in Italia) e di una community che su scala mondiale abbraccia oltre 70 milioni di utenti attivi, è invece in grado di “mappare” il fenomeno con molta precisione. Dicendoci, per esempio, quali sono effettivamente le professioni tech più ricercate in Italia o quali le città che offrono le maggiori opportunità di occupazione in campo Ict, evidenziando come il Nord Italia – e cascata la Lombardia e Milano - rappresenti ad oggi il bacino ideale per i professionisti del digitale, a cominciare dalle skill più richieste, e quindi quelle della grande comunità degli sviluppatori (Web, software, mobile e applicazioni), passando per i Web e i digital designer per arrivare ai Big data analyst e ai data scientist.

In linea generale, i dati elaborati ogni giorno dai motori algoritmici di JobRapido ci confermano che l'ondata di cambiamento dovuta al digitale sta cambiando le priorità nelle strategie di business delle aziende, con la diretta conseguenza di dover reperire figure in grado di garantire lo sviluppo di soluzioni innovative e al contempo la loro applicazione in modo appropriato rispetto al proprio business. Programmatori, esperti di Big Data e soprattutto in materia di commercio elettronico sono solo alcune (e le più note) delle professionalità che vanno per la maggiore.

A confermare il livello di interesse che si registra in Italia per i nuovi lavori del digitale ci sono i numeri (aggiornati a tutto il 31 ottobre) che JobRapido ha condiviso in anteprima con il Sole24ore.com. Nell'ultimo anno, nello specifico, le ricerche effettuate per le figure di app developer e content designer sono cresciute nel complesso del 38% rispetto all'anno scorso, quelle per gli sviluppatori di applicazioni mobili del 51% e quelle per i system integrator addirittura del 154%. Il vero boom di domanda, però, riguarda altre due categorie di professioni, una più trasversale e allargata a più ruoli inerente l'e-commerce, che ha visto aumentare del 200% il numero delle richieste, e una seconda più specifica come il digital architect, le cui richieste schizzate in alto del 371% nel corso degli ultimi dodici mesi.

Ma si può digitalizzare completamente il processo di recruitment? A precisa domanda, Giuseppe Pasceri, Chief operating officer e Chief technology officer di Jobrapido, si è detto possibilista, a tendere, su questa ipotesi. «Cambiano i lavori e cambiano soprattutto in chiave tecnologica, pensiamo per esempio al concetto di smart working, e quindi all'ufficio senza postazioni fisse. Il mondo del lavoro – ha osservato ancora Pasceri – sarà sempre più liquido e di pari passo la selezione delle figure da portare in azienda si potrà fare completamente in digitale. Amazon, giusto per citare un'azienda che già si muove in questa direzione, invia ai candidati un link attraverso il quale rispondere a un test di logica. E parliamo di un'evoluzione di un modello che interessa anche i manager, perché anch'essi sono chiamati a essere più digital e perché il responsabile Hr per primo deve oggi masticare dati e diventare digitale all'insegna di un nuovo paradigma, l'Okr, acronimo di Objective Key Result, e cioè una tecnica che sfrutta avanzati di analytics per permettere al responsabile delle risorse umane di essere maggiormente influencer, indirizzando le persone verso la corretta direzione operativa e privilegiando la meritocrazia».

Il primo passo da fare, conclude la sua analisi Pasceri, è qualcosa di più tangibile e legato se vogliamo all'antico, e cioè l'aggiornamento continuo delle proprie competenze attraverso lo studio. «La formazione continua è un imperativo tanto per gli specialisti quanto per i manager e la maggiore disponibilità di piattaforme digitali qualificate può facilitare questo percorso utilizzando qualsiasi device personali. Tutti devono stare al passo perché la disruption digitale è inarrestabile e contagerà completamente anche il mondo del lavoro e le dinamiche che interessano i diversi profili professionali».

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