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appunti da tokyo

Il modello «Casa Italia» di Hanoi è un buon suggerimento di marketing

HANOI -Una buona mossa di marketing in un Paese emergente? Farsi promotori di una «Casa Italia» che diventi punto di riferimento per la capitale e non solo per gli italiani espatriati. È quello che hanno fatto le due aziende italiane storicamente più attive in Vietnam: Piaggio e Ariston. Quando fu deciso che l’ambasciatore d’Italia spostasse la sua residenza, fu evidente che sarebbe stato un vero peccato abbandonare lo storico edificio nel centro di Hanoi. Il ministero fu disponibile, ma a patto che per gli oneri finanziari intervenissero i privati. Le due aziende risposero all’appello: da quattro anni Casa Italia è diventata un angolo di italianità molto frequentato anche dai cittadini di Hanoi, centro culturale ma anche bar e ristorante aperti dal mattino fino a tarda sera.

Nei giorni scorsi, nel suo giardino, è stata allestita una mostra storica sul design italiano, in quanto Hanoi per la prima volta è stata inserita nelle iniziative del «Design Day». Il primo piano è soprattutto Piaggio (con un significativo spazio Barilla), il secondo è Ariston. «Certe iniziative non si fanno per avere un ritorno immediato dall'investimento», dice Francesco Stefanelli, responsabile Asia-Pacifico di Ariston con base a Singapore. «È importante anche agire in un’ottica lungimirante, specie se si è leader di mercato, come lo siamo qui. Per questo siamo stati soci fondatori chiave di Casa Italia».

Per l’azienda il Vietnam è il primo mercato dell’Asean e il secondo in Asia dopo la Cina: una unità produttiva con oltre 300 addetti, più altri 150 nel settore commerciale. «Il riconoscimento di questa nostra leadership è testimoniato anche dal fatto che ora gran parte dei concorrenti sta cercando di rincorrere la nostra immagine con nomi e linee di prodotto che sempre di più fanno sostanziale riferimento all’italianità».

Il caso Ariston in Vietnam

Dentro Casa Italia sono in vista i prodotti base per il mercato vietnamita che «offrono un confort allineato anche ai climi particolari con cui ci si confronta». La strategia è quella di «accompagnare lo sviluppo del Paese con prodotti sempre più avanzati nel comparto riscaldamento ed energie rinnovabili». Il tutto in un contesto di espansione regionale. «A breve stiamo aprendo una nuova società nelle Filippine e per il medio termine stiamo facendo uno studio di fattibilità per Myanmar», conclude Stefanelli sorseggiando un Campari al bar di Casa Italia. «Un posto per tutti. Ma certo ottimo per rendere più confortevole la permanenza dei nostri expat. Il che non guasta anche sul fronte del business».

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