Mondo

Mitsubishi si scusa per i lavori forzati dei prigionieri di guerra

  • Abbonati
  • Accedi
giappone

Mitsubishi si scusa per i lavori forzati dei prigionieri di guerra

TOKYO – Ha detto la fatidica parola “owabi” per esprimere scuse formali: Hiroshi Kimura, senior executive di Mitsubishi Materials, si e' profondamente scusato per i comportamenti della Mitsubishi Mining, il gruppo “predecessore” che utilizzo' prigionieri di guerra in lavori forzati nelle sue miniere. Lo ha fatto ne corso di una cerimonia al Simon Wiesenthal Center di Los Angeles, stringendo la mano a uno degli ex prigionieri americani, il 94enne James Murphy, assieme a Yukio Okamoto, ex consigliere speciale del governo giapponese e membro esterno del board della societa'.

“Owabi” e' la parola che il premier attuale Shinzo Abe si rifiuta di pronunciare, preferendo espressioni piu' blande: c'e' molta attesa per il discorso che Abe pronuncera' in agosto nell'anniversario dei 70 anni della fine della guerra mondiale. In molti chiedono al premier di pronunciarsi in maniera inequivoca nel condannare il passato imperialista del Paese, tanto piu' dopo l'approvazione della nuova e controversa legge sulla “Difesa collettiva” avvenuta settimana scorsa alla Camera Bassa (che consentira' alle Forze di Autodifesa nipponiche di intervenire eventualmente anche all'estero in difesa di alleati).

Certo la ben coreografata cerimonia di Los Angeles non risolve tutti i problemi, anzi. E' vero che si tratta delle prime scuse ufficiali da parte di una azienda privata giapponese, ma il riferimento e' ai prigioneri americani: puo' apparire quindi come l'ennesima dimostrazione che – al pari del caso delle “donne conforto” costrette a prostituirsi ai soldati imperiali – i giapponesi fanno meno fatica a scusarsi verso gli “occidentali” che non verso altri asiatici (lo stesso governo di Tokyo si era gia' scusato in passato per il trattamento dei prigionieri di guerra statunitensi). Kimura, poi, ha parlato di profonde “responsabilita' etiche”, il che e' anche limitativo: non si e' parlato di compensi. Proprio la questione dei risarcimenti (con cause in corso) rende piu' problematiche le ammissioni di responsabilita' verso cinesi e coreani. Okamoto, comunque, ha aggiunto: “Dobbiamo scusarci anche per non esserci scusati prima”.

Intanto, proprio a causa della forzatura dei tempi della discussione parlamentare sulle nuove norme per la Difesa, la popolarita' del premier Abe e' scesa al minimo da quando inizio' il suo mandato (calando intorno al 37%). Anche per questo, secondo molti osservatori, il premier ha preso la decisione di rivedere completamente il controverso progetto di Zaha Hadid per la costruzione dello Stadio Olimpico per i giochi di Tokyo del 2020, dopo che le stime sui costi si sono vertiginosamente impennate.

© Riproduzione riservata