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Renzi sceglie Calenda per Bruxelles

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Europa

Renzi sceglie Calenda per Bruxelles

  • –Carmine Fotina

ROMA

Sarà l’attuale viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda il nuovo rappresentante dell’Italia a Bruxelles. La nomina, secondo fonti di Palazzo Chigi, sarà formalizzata nel corso del consiglio dei ministri di oggi. Calenda prenderà il posto dell’ambasciatore Stefano Sannino, che dovrebbe essere destinato a rappresentare l’Italia a Madrid.

Un avvicendamento che va inevitabilmente letto anche alla luce delle recenti difficoltà di dialogo tra Italia e Commissione europea, con quest’ultima che proprio due giorni fa faceva trapelare, attraverso fonti diplomatiche, l’assenza di interlocutori chiari nel governo italiano per affrontare i diversi dossier.

Le voci relative alla sostituzione di Sannino, diplomatico molto stimato a Bruxelles, si erano del resto iniziate a diffondere già intorno alla metà di dicembre, anche se lo stesso premier Matteo Renzi aveva ribadito pieno apprezzamento nei confronti dell’ambasciatore facendo riferimento a una discussione in corso «su una serie di possibili spostamenti». Sannino sarebbe stato già in predicato di cambiare sede e la mossa a sorpresa di Renzi con la scelta di Calenda avrebbe sbloccato l’impasse, proprio in coincidenza con un momento di evidente tensione tra governo e Bruxelles. Di certo, la nomina di Calenda segna una discontinuità significativa, con il passaggio da un diplomatico di carriera a un politico impegnato in prima persona su dossier economici. Una scelta con pochi precedenti che per inciso, a quanto si apprende, non avrebbe mancato di destare malumore tra alcuni ambasciatori di carriera.

Nella gestione dei dossier economici il viceministro dello Sviluppo ha conquistato una fiducia crescente da parte del premier, che lo giudica un profilo adatto a maneggiare senza eccessivi compromessi e con la necessaria determinazione una serie di partite critiche apertesi con Bruxelles, con le banche e l’Ilva che rappresentano i primi esempi.

Calenda, 43 anni, prima di approdare allo Sviluppo economico è stato direttore dell’Area strategica Affari internazionali di Confindustria e ha avuto incarichi in Sky Italia, Ferrari e Interporto Campano. Nel ruolo di viceministro con delega per l’internazionalizzazione Calenda ha coordinato la posizione italiana su dossier economici strategici a livello europeo, come il negoziato Ue-Usa sul Ttip (il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) e più recentemente l’inizio della discussione sul possibile riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato. Nel contempo il viceministro ha curato in questi anni l’implementazione del Piano made in Italy per lo sviluppo del commercio estero e la riorganizzazione dell’attrazione degli investimenti esteri, con alcune missioni mirate all’estero ultima delle quali quella a New York che ha visto la firma di un memorandum d’intesa con la Ge Avio.

Dato da non sottovalutare, l’uscita di Calenda libera ora un’ulteriore casella al ministero dello Sviluppo dove è ancora vacante il posto lasciato dallo scorso aprile dal viceministro Claudio De Vincenti che ha assunto l’incarico di sottosegretario a Palazzo Chigi.

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