Le autorità svizzere faciliteranno il ritorno in Brasile di altri 70 milioni di dollari detenuti in banche locali - non identificate - nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che coinvolge Petrobras, la compagnia petrolifera statale brasiliana.
In una dichiarazione, l’Ufficio svizzero del procuratore generale spiega di aver aperto diverse inchieste Petrobras per sospetto riciclaggio e corruzione di pubblici ufficiali stranieri, e di aver esaminato più di mille conti in più di 40 banche svizzere.
La Procura svizzera, che sta indagando sul caso Petrobras dall’inizio del 2014, ha dichiarato di essere finora arrivata a congelare circa 800 milioni di assets in Svizzera, e ha citato precedenti accordi per restituire circa 120 milioni di dollari «alle parti che hanno subìto perdite».
Le indagini sulle tangenti del caso Petrobras stanno coinvolgendo in Brasile politici e dirigenti d’azienda: nei mesi scorsi l’arresto di un consulente che aveva lavorato sulle campagne della presidente Dilma Rousseff. Gli inquirenti avevano identificato 7,5 milioni che, in base ai sospetti, sarebbero stati sottratti a Petrobras per finire in conti bancari svizzeri. Oltre a questo Marcelo Odebrecht, un tempo dirigente dell’impresa di costruzioni Odebrecht, è stato condannato in marzo a 19 anni di prigione per riciclaggio e appropriazione indebita di denaro da Petrobras, attraverso contratti gonfiati.
Il procuratore generale svizzero, Michael Lauber, ha discusso ieri a Berna il caso Petrobras con il collega brasiliano, Rodrigo Janot.





