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Colpo di grazia al turismo già moribondo

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L’economia

Colpo di grazia al turismo già moribondo

Riunione di emergenza al Cairo con il presidente al Sisi
Riunione di emergenza al Cairo con il presidente al Sisi

Nel Paese più popoloso del mondo arabo un cittadino su nove dipende dal turismo. Dipendeva. Chi ha la fortuna di aver conservato il suo lavoro oggi si domanda, non senza inquietudine: e ora cosa accadrà?

Le immagini che ritraggono le spiagge quasi deserte delle località balneari del Mar Rosso, e le piscine vuote dei grandi alberghi di Sharm el-Sheikh e di Urgada, suscitano una sensazione di smarrimento. Così come le strette vie della medina del Cairo. Sempre gremite di visitatori, ed ora così vuote da apparire più grandi. Lo stesso si può dire delle piramidi di Giza, o del sito archeologico di Luxor. Qui solo sparuti gruppetti di turisti si aggirano tra le maestose rovine in uno scenario surreale.

Se l’incidente che ha coinvolto ieri notte un aereo civile egiziano dovesse davvero essere attribuito ad un attentato terroristico, l’industria del turismo dell’Egitto, che solo nel 2010 rappresentava il 13% del Prodotto interno lordo e offriva lavoro ad almeno tre milioni di persone, rischierebbe il colpo di grazia. Per ora si sa davvero poco. Si sa che l’Airbus 320 della Egypt Air, con a bordo 66 persone, è partito alle 23.09 da Parigi. Si sa che è scomparso dai radar alle 2.45 ore egiziane, quando si trovava a circa 50 chilometri dalle coste egiziane. Tanto basta. Il sospetto che dietro l’incidente ci possa essere la regia del terrorismo jihadista non si può escludere. Anzi. L’ultimo, drammatico precedente, avvenuto il 31 ottobre del 2015, quando un aereo civile russo con a bordo 224 passeggeri è esploso mentre sorvolava i cieli del Sinai – attentato rivendicato dall’Isis – è un ricordo ancora troppo fresco per non pensare, ancora una volta , all’Isis. Ci si augura che non sia così. Ma se i sospetti si rivelassero fondati la situazione per il presidente Abdel Fattah al-Sisi si farebbe sempre più difficile.

Da quando ha assunto il potere, vincendo con un “quasi plebiscito” nelle elezioni presidenziali del giugno 2014, il nuovo uomo forte dell’Egitto ha fatto della lotta al terrorismo jihadista, ma anche all’islam più moderato dei Fratelli musulmani, la sua priorità, all’interno dell’Egitto, ma anche oltreconfine. Investendo uomini e mezzi nella turbolenta Penisola del Sinai, e dispiegandone ancora di più in difesa delle grandi località balneari del Mar Rosso. Sul fronte esterno ha sostenuto politicamene, finanziandone le attività e fornendogli anche supporto militare (seppur non ufficialmente ), il potente generale libico Khalifa Haftar, l’uomo che da anni ha conduce la sua guerra personale contro i movimenti estremisti in Cirenaica, e non solo contro gli estremisti.

Con la Libia fuori causa, la Tunisia vittima di feroci e inusuali attentati terroristici contro i turisti, la Siria anch’essa fuori gioco, il Libano guardato con sospetto, al-Sisi vedeva dinanzi a sé una grande opportunità: riportare il turismo egiziano ai fasti di un tempo, anzi addirittura superare quei risultati. Lo scorso luglio, il ministro egiziano dell’Industria , Abdel Nour, aveva spiegato al Sole 24 Ore. «Nel 2010 – 14,8 milioni di turisti hanno visitato l’Egitto, un numero che ha generato 12 miliardi di dollari di entrate (dirette, Ndr). Lo scorso anno (2014) il numero di turisti era appena sotto i 10 milioni. Ci aspettiamo per quest’anno (2015) 12 milioni di visitatori. Ma nel medio termine l’Egitto possiede le infrastrutture per accogliere 25 milioni di turisti per entrate non inferiori ai 20 miliardi. Credo che entro tre anni raggiungeremo questo obiettivo».

L’ ECONOMIA
Pil. Variazione percentuale (dati 2016 e 2017 sono previsioni)

Speranze che probabilmente andranno deluse. L’abbattimento dell’aereo civile russo, e i successivi attentati in Sinai, hanno indotto le compagnie russe , ma anche quelle britanniche (British Airways and easyJet) a sospendere i voli per le località balneari egiziane del Mar Rosso. Dei quatto milioni di russi che si riversavano su questa spiagge ne sono rimasti molti di meno.

IL CROLLO DEGLI ARRIVI
Numero di turisti in milioni a novembre e dicembre (Fonte: Capmas)
IL TURISMO
Turisti in Egitto. In milioni

Il trend negativo ha coinvolto anche l’Italia. Le prenotazioni di soggiorni turistici in Egitto da parte di italiani per la prossima estate sono crollate «del 90% rispetto all’anno scorso», ha rivelato in aprile il responsabile del turismo estero presso l’Authority per lo sviluppo turistico egiziano (Tda), Mohamed Abdel Gabbar. Queste le previsioni per l’imminente stagione estiva. Ma il passato recente era già desolante. Basti pensare che lo scorso febbraio – secondo i dati diffusi dal Central Agency for Public Mobilisation and Statistics – l’Egitto ha attratto 346.500 turisti. Nello stesso mese del 2015 – anno in cui la crisi del settore faceva sentire ancora i suoi pesanti effetti – i visitatori erano stati 640.200, il 46% in più. E già allora si parlava di crisi.

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