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3/10 Unione bancaria/ Garanzia sui depositi da rilanciare

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    la risposta di bruxelles

    Dal lavoro al fisco e agli immigrati, i 10 dossier per rilanciare la Ue dopo Brexit

    Le istituzioni europee sono chiamate ad affrontare temi decisivi per favorire una maggiore integrazione

    3/10 Unione bancaria/ Garanzia sui depositi da rilanciare

    Il completamento dell’unione bancaria è un progetto ritenuto fondamentale per il futuro dell’euro. Nata con tre gambe (la vigilanza unica sulle banche dell’Eurozona, un organismo e fondo di risoluzione per gli istituti in crisi e la garanzia comune sui depositi) per ora si regge su una e mezza: completata e già operativa da quasi un anno e mezzo la vigilanza e varato l’organismo per la risoluzione, il fondo resta senza le risorse necessarie e la garanzia comune dei depositi è bloccata dalle resistenze tedesche. Anzi, un recente accordo che antepone la riduzione del rischio nei portafogli delle banche, soprattutto quello derivante dal possesso di titoli di Stato, voluta dalla Germania, alla sua condivisione, di fatto la rinvia a data da destinarsi.

    Di queste vicende, il Regno Unito, che non fa parte dell’unione monetaria, è stato sostanzialmente uno spettatore. La sua uscita non ha quindi un impatto diretto sul negoziato per completare l’unione bancaria. Ma il ruolo di Londra, per il peso che ha il suo settore finanziario, non è stato trascurabile nel definire gli elementi delle nuove regole per il sistema bancario e finanziario in Europa dopo la crisi globale degli anni scorsi. Anzitutto, se è vero che la vigilanza sulle banche dell’Eurozona è passata sotto l’egida dalla Bce, nel cosiddetto meccanismo unico, o Ssm, le sue attività si intrecciano con le regole che vengono fissate a livello Ue e non solo dell’area euro. E questo passa attraverso la European Banking Authority, che fissa i parametri degli stress test delle banche e comprende gli istituti fuori dall’area euro, i più importanti dei quali sono ovviamente quelli inglesi. Come funzionerà l’Eba, una volta uscita la Gran Bretagna dalla Ue? Per di più, l’ente ha sede a Londra, proprio per assicurargli la presenza nella maggiore piazza finanziaria europea. La Brexit lo porterà probabilmente al trasloco. E cosa succederà a quelle attività di clearing, così importanti per i mercati, che Londra si è battuta per potersi tenere in casa (anche portando in tribunale la Bce)? Sono domande che dovranno trovare risposta in tempi brevi, per non accentuare ulteriormente l’incertezza sui mercati.

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