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Rifugiato kamikaze ad Ansbach, «aveva giurato fedeltà al…

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la germania e l’isis

Rifugiato kamikaze ad Ansbach, «aveva giurato fedeltà al califfo». Isis rivendica

Investigatori della polizia sul luogo dell’esplosione ad Ansbach (Afp)
Investigatori della polizia sul luogo dell’esplosione ad Ansbach (Afp)

È stata ancora una giornata di terrore quella vissuta ieri in Germania. Dopo la morte di una donna incinta per un attacco con machete a Reutlingen da parte di un 21enne richiedente asilo di origine siriana, ad appena 48 ore dall'attentato al centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, un nuovo terribile attentato è stato compiuto nel Sud del Paese. Un rifugiato siriano di 27 anni, Mohammed Deleel, che soffriva di disturbi psichici, si è fatto esplodere durante un festival musicale ad Ansbach, provocando 12 feriti, du cui tre gravi. Sarebbe andata molto peggio se non fosse stato repinto all’ingresso, in quanto sprovvisto di biglietto. L’attacco contribuisce ad «aumentare l'ansia della gente», ha commentato il ministro dell'Interno della Baviera, Joachim Herrmann. Il vice capo della polizia di Ansbach, Roman Fertinger, ha parlato di «indizi» secondo i quali dei pezzi di metallo sono stati aggiunti all'esplosivo.

Identificato l'attentatore di Ansbach

«Attacco terroristico di matrice islamista»

In uno dei cellulari del siriano è stato trovato un video in cui l'uomo minaccia di fare un attacco come rivalsa nei confronti dei tedeschi perché potrebbero distruggere l'islam. L'uomo dice di agire in nome di Allah e giura fedeltà al “califfo” dello Stato islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. La polizia ha arrestato un presunto complice. La Bild online aveva riferito che l’uomo avrebbe fatto una telefonata prima di farsi esplodere, gli inquirenti stavano quindi cercando di capire chi fosse l’interlocutore e se l’attentatore avesse o meno un complice. «Dopo il ritrovamente del video - ha dichiarato Herrmann - non abbiamo più dubbi che si tratti di un attacco terroristico di matrice islamista».

Prudente il ministro dell'Interno Thomas de Maizière in una conferenza stampa a Berlino: «Le indagini sui fatti di Ansbach sono allo stadio iniziale. Al momento, dal mio punto di vista, non è da escludere né un legame con il terrorismo internazionale dell'Isis, né una particolare labilità della personalità
dell'attentatore».

Germania: esplosione ad Ansbach

Isis rivendica
Ai dubbi di de Maizière ha fatto seguito la rivendicazione dei terroristi dell’Isis. «Una fonte di sicurezza ci ha confermato che l'autore dell'operazione di martirio nella città di Ansbach in Germania è uno dei soldati dello Stato Islamico» ha scritto l'agenzia del sedicente Stato islamico, Amaq, aggiungendo che il rifugiato siriano «ha condotto l'operazione rispondendo agli appelli colpire e paesi della coalizione che combattono lo stato islamico».

Deleel aveva addosso parecchio denaro contante: secondo la polizia aveva un rotolo di banconote da 50 euro legate con un elastico. Gestiva inoltre sei profili facebook, almeno uno dei quali con dati personali falsi. Sui cellulari sono state trovate diverse conversazioni Whatsapp, tutte al vaglio degli inquirenti. Nell'alloggio in cui viveva il kamikaze è stato trovato materiale per fabbricare altre bombe, oltre a quella fatta esplodere ieri.

L’attentatore si era visto respingere la sua richiesta di asilo e doveva essere estradato in Bulgaria. Ancora De Maiziere ha spiegato che l'ordine di espulsione era stato sospeso per i problemi psichici del siriano. L'uomo, ha chiarito ancora il ministro, aveva ottenuto lo status di rifugiato in Bulgaria e per questo la sua richiesta di asilo in Germania era stata respinta.

Ansbach: espulsione sospesa per ricorso e guai psichici

Secondo le prime indagini, l'autore dell'attentato era comunque finito più volte nel mirino della polizia per reati legati alla droga. Deleel arrivava da Aleppo e aveva ferite di guerra e necrosi sui piedi e sulle gambe. Non si sa se appartenesse a una formazione militare, ma secondo la polizia tedesca «sapeva come uccidere da solo». Era stato dimesso da un ospedale in seguito ad una terapia elettroconvulsiva ed era sotto controllo per il suo stato psichico.

La bomba rifugiati in Germania
La vicenda riapre la ferita dei rifugiati, tema già caldo in Germania, visto che ce ne sono un milione circa, ed è diventato rovente nell'ultimo weekend dato che i protagonisti delle ultime violenze in Baviera sono stati proprio due rifugiati siriani. Il ministro Herrmann, in una Baviera che ora chiede un giro di vite sugli stranieri, sostiene che «chi cerca protezione in Germania deve avere rispetto totale per le leggi tedesche e per il popolo tedesco».

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